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I vertici del mondo accademico italiano ad Ancona. Longhi nominato presidente Sidra

Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche guiderà la Società Italiana Docenti e Ricercatori in Automatica. La nomina al convegno Sidra che ha portato ad Ancona 120 tra ricercatori e docenti

ANCONA – Oltre 120 tra docenti e ricercatori di robotica provenienti da tutta Italia si sono incontrati alla Mole Vanvitelliana ad Ancona per il convegno della Sidra, la Società Italiana Docenti e Ricercatori di Automatica, che si è concluso oggi (13 settembre) e dove sono stati presentati 86 lavori. E proprio oggi per il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, promotore dell’iniziativa, è arrivata la prestigiosa nomina a presidente della Sidra, la società che promuove la cultura dello sviluppo dell’industria 4.0. Al convegno hanno preso parte i vertici italiani del mondo accademico,  del Cnr (Centro Nazionale Ricerche) e di altri enti di ricerca italiani per confrontarsi nell’ambito dell’Automatica e delle sue applicazioni, come la robotica, l’intelligenza artificiale e i big data engineering.

Ieri pomeriggio (12 settembre) la tavola rotonda promossa dal rettore Sauro Longhi alla quale sono intervenuti il presidente della Crui (Conferenza dei Rettori), Gaetano Manfredi, del Cun (Consiglio Universitario Nazionale) Antonio Vicino e il direttore dell’Anvur, (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), Daniele Livon. Tra i temi al centro del confronto, la centralità degli studenti, la necessità di risorse per non finire ai margini e le nuove sfide che attendono l’Università.

«Il sistema universitario delle Marche, con quattro Università che collaborano, è una ricchezza che deve sempre più trovare spazio – ha dichiarato il Rettore Longhi -. Ecco il perché di questa iniziativa: se vogliamo dare una svolta al Paese serve sempre più spazio alla ricerca. Al nuovo governo chiediamo di lavorare sul sistema universitario nella sua complessità non sui singoli ma sulle quasi 100 università distribuite nel territorio e funzionali allo stesso. Il sistema deve rimanere integro e allontanare le prospettive di autonomia differenziata su cui è inciampato il passato Governo».

Il rettore Sauro Longhi insieme ai vertici del mondo accademico italiano

Il presidente del Crui si è invece chiesto che cosa vuole fare l’Italia dell’Università: «Siamo di fronte a una fase di snodo dove l’Università è parte di un sistema internazionale che va oltre l’Europa – ha dichiarato Gaetano Manfredi – . Abbiamo una delle più basse percentuali di laureati dell’area Ocse, la più alta percentuale di persone con una occupazione di livello inferiore rispetto al titolo di studio e un’alta percentuale di Neet (persone che non studiano, non lavorano e non cercano un lavoro). Questo mix rappresenta un paradosso e questo corto circuito non può essere risolto solo dall’università».

«Non sono le norme a cambiare le cose se non sono accompagnate da risorse – ha evidenziato il presidente del Cun Antonio Vicino – . A questo punto dolente va aggiunta la questione del dottorato di ricerca che ha visto un calo precipitoso del numero dei dottorandi a partire dal 2016. Ci servirebbero 1500-2000 assunzioni di ricercatori all’anno e il reclutamento deve essere destinato ai giovani contrariamente a quanto succede ora».

A parlare della centralità degli studenti è stato il direttore dell’Anvur Daniele Livon: «Visto l’andamento demografico per le università territoriali va affrontato il tema della mobilità e delle infrastrutture residenziali. Lo spostamento degli studenti da sud a nord, dalla triennale alla magistrale da una Università all’altra e dalla periferia al centro è l’altro tema su cui focalizzarci».

 

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