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Ancona

Le Marche in stato di emergenza per siccità: il consiglio regionale dice sì

Le forze politiche hanno fatto quadrato sul tema della siccità e chiedono che la regione sia inserita tra quelle che possono beneficiare dei ristori per i danni prodotti

Il consiglio regionale delle Marche
Il consiglio regionale delle Marche

ANCONA – Approvato all’unanimità in Consiglio regionale un ordine del giorno che chiede al governo di estendere anche alle Marche lo stato di emergenza dichiarato per Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. L’atto, firmato da tutte le forze politiche, punta a superare la crisi idrica, legata alla siccità generata dalle temperature elevate e dall’assenza di precipitazioni.

Primi firmatari dell’ordine del giorno, il dem Fabrizio Cesetti e il capogruppo della Lega Renzo Marinelli. Un atto sul quale le forze politiche hanno fatto quadrato, che sollecita sostegni a ristoro dei danni subiti dal comparto agricolo, oltre ad azioni volte all’ottimizzazione della risorsa idrica. Cinque le mozioni varate all’unanimità, condivise anche dall’assessore alla Protezione civile Stefano Aguzzi (a firma Marta Ruggeri – M5s- e Simona Lupini – Gruppo misto, Andrea Biancani – Pd – Dino Latini -Udc- Gianluca Pasqui e Jessica Marcozzi – FI-, Giacomo Rossi – Civici Marche – e Luca Santarelli – Rinasci Marche), che chiedono investimenti sulla manutenzione di acquedotti e invasi e sollecita comportamenti virtuosi.

Giacomo Rossi, consigliere regionale

Nella stessa seduta è stata approvata anche una mozione per il miglioramento delle centraline telefoniche del servizio sanitario a firma del consigliere regionale dei Civici Giacomo Rossi. Un atto con cui il civico ha chiesto l’uniformazione e l’aggiornamento e sostituzione delle centraline telefoniche del sistema sanitario. La mozione è stata sottoscritta anche dai consiglieri Marinelli e Cancellieri (Lega), Latini (Udc), Ciccioli (FdI), Marcozzi e Pasqui (FI).

Il consigliere ha evidenziato che «molti utenti chiamati dal Servizio Sanitario, se non rispondono al telefono, sono impossibilitati a richiamare perché il numero appare spesso come nascosto o sconosciuto. Un problema apparentemente semplice ma che risulta importante, specialmente quando la telefonata riguardi come nella maggior parte dei casi, urgenti e delicate questioni di salute».

Rossi ha spiegato che dagli approfondimenti compiuti «la problematica è duplice, da una parte va ricondotta alla tipologia delle centrali in dotazione, talvolta vecchie e inadeguate, dall’altra è una questione di settaggi degli apparecchi. Vi è poi ovviamente una questione organizzativa ed amministrativa legata al personale che dovrebbe rispondere alle chiamate, non sempre in condizione di disponibilità».

Obiettivo della mozione dunque quello di adottare gli adempimenti necessari a fare in modo che «l’utenza possa visualizzare il numero chiamante e, se impossibilitato alla risposta, poterlo ricontattare» e di adottare le linee guida comuni alle aree vaste e uniformare le impostazioni degli apparecchi, comunicando le novità ai cittadini.