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Ancona

Diomedi e Schiavoni (M5S): «Poca raccolta differenziata, nel 2019 aumenterà la tari»

Nei mercati cittadini quasi tutti i rifiuti vengono conferiti nei contenitori destinati alla frazione indifferenziata. Il sindaco Mancinelli, in consiglio comunale, ha ammesso che «il Comune dal 2012 non ha mai raggiunto l'obiettivo di legge», ovvero il 65% della raccolta differenziata

Rifiuti nei contenitori destinati alla frazione indifferenziata - mercato del Piano

ANCONA – «Per il sindaco Mancinelli la corretta gestione dei rifiuti non è una priorità e la tari nel 2019 crescerà». La consigliera del M5S Daniela Diomedi denuncia che «nei mercati anconetani la raccolta differenziata non si fa perché non è organizzata. Gli anconetani, in particolare quelli che ancora attendono il rimborso, devono sapere che dal prossimo anno troveranno un aumento della tari, dovuto all’incremento del costo del conferimento in discarica».

Daniela Diomedi, consigliere Movimento 5 Stelle

«Risulta – ha detto oggi la Diomedi, in consiglio comunale – che il sistema della raccolta dei rifiuti, relativa al mercato del Piano, non preveda la differenziazione. Tutto, a parte l’organico, viene conferito nei contenitori destinati alla frazione indifferenziata, dove troviamo carta, cartoni e plastica. Sono basita perché la stessa cosa avviene al mercato delle Erbe e al mercato di via Maratta. Evidentemente nessuno controlla e stamattina in Commissione abbiamo saputo che il prossimo anno avremo sul groppone 330mila euro in più perché la quantità che il Comune conferisce in discarica è aumentata». Anche la consigliera del M5S Lorella Schiavoni, in un’altra interrogazione, ha denunciato oggi che ad Ancona è «poco diffusa la raccolta differenziata. Sono necessari maggiori controlli».

Per quanto riguarda il mercato del Piano, il Sindaco ha spiegato che effettivamente «è stata riscontrata una non sufficiente separazione di carta e plastica da parte dei commercianti che tendono ad abbandonarli a terra o a conferirli nei contenitori dell’indifferenziata. Il 15 novembre si è svolta una ulteriore riunione presso il Comune per incentivare una migliore separazione dei rifiuti e avviare la distribuzione ai singoli commercianti di sacchetti e contenitori per la carta e plastica, con l’individuazione di un’area all’interno del mercato dove posizionare i contenitori di raccolta per questi materiali».

Lorella Schiavoni, consigliere Movimento 5 Stelle

«Con riferimento alla raccolta differenziata – ha domandato la Schiavoni – desideriamo conoscere se il Comune ha mai raggiunto l’obiettivo di legge (65% nel 2012) e se, in caso negativo, al Comune, oltre al pagamento del tributo per lo smaltimento in discarica dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, sia stato applicato anche il tributo addizionale. Quante tonnellate sono state conferite in discarica, quale è stato il costo complessivo annuale del conferimento e a quanto ammonta l’addizionale addebitata distinta anno per anno?».

Rispondendo all’interrogazione il sindaco Valeria Mancinelli ha ammesso che «il Comune dal 2012 non ha mai raggiunto l’obiettivo di legge», ovvero il 65% della raccolta differenziata. «Ciò in parte è dipeso – ha spiegato – dalla modifica in questi anni, per disposizione regionale e nazionale, del metodo di calcolo del quantitativo dell’indifferenziata. Ad esempio in merito alla spazzatura raccolta per strada, fino a due anni veniva considerata rifiuto differenziato, ora non più e questo ha fatto aumentare la quota di indifferenziata e ha fatto diminuire la quota di differenziata». La Mancinelli ha sottolineato come «tutti i comuni della provincia di Ancona abbiano avuto negli ultimi due anni un aumento della quota indifferenziata per effetto di queste modifiche. Detto questo, la quota di indifferenziata dal 2012 al 2017 ammonta a somme variabili che vanno dalle 25.800 tonnellate del 2012 alle 23.127 del 2017. Quindi in realtà, in termini assoluti, con una diminuzione della quota della indifferenziata, abbiamo conferito in discarica 2.600 tonnellate in meno, circa il 10%.

La cosiddetta ecotassa (20 euro a tonnellata) prevede riduzioni o maggiorazioni a seconda degli scaglioni di raccolta differenziata raggiunti e per il Comune di Ancona viene applicata una maggiorazione di 4 euro per un contributo complessivo di 24 euro. Per il mancato raggiungimento del 65%, il peso specifico della quota aggiuntiva è oscillato, dal 2012 al 2017, tra i 361mila e i 486mila euro l’anno. Ovviamente questo importo concorre a formare il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (20 milioni di euro) che viene suddiviso e spalmato sull’insieme delle utenze che vengono servite».