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Ancona

Conad rileva Auchan e Simply. Cgil: «Monitoriamo la situazione»

L'accordo, siglato nel mese di maggio, è stato messo a segno da una new company, costituita al 51% da Conad e al 49% dal finanziere Mincione. Cresce la preoccupazione dei lavoratori per il loro futuro. In ballo quasi 1.500 dipendenti

Il centro commerciale dell'ex consorzio di Osimo
Il centro commerciale dell'ex consorzio di Osimo

ANCONA – Cresce la preoccupazione tra i lavoratori Auchan e Simply sul loro futuro, dopo la recente acquisizione da parte di Conad dei supermercati e dei punti vendita in franchising. L’accordo, siglato nel mese di maggio, è stato messo a segno da una new company, Bdc, costituita al 51% da Conad e al 49% dal finanziere Raffaele Mincione (Wrm Group la società di Mincione specializzata nel real estate commerciale). Un’operazione che secondo alcune indiscrezioni ammonterebbe a un valore prossimo a un miliardo di euro e che interessa circa 1.600 punti vendita Auchan Retail Italia.

L’acquisizione però è in attesa del via libera da parte dell’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia, che «deve accertare che non ci siano posizioni dominanti da parte di Conad sul mercato», spiega il segretario generale di Filcams Cgil Marche, Joice Moscatello che sta seguendo con i colleghi di Cisl e Uil la vicenda.

Il mondo sindacale e i lavoratori sono moto preoccupati e sulla questione si sono già tenuti due incontri al Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, l’ultimo il 20 giugno. «Una volta che sarà arrivata la dichiarazione dell’Antitrust e il closing dell’accordo commerciale potrà dirsi concluso – precisa Moscatello – dovremo capire come Conad intenda organizzare i punti vendita che ancora non considera pronti. Infatti ha già fatto sapere che un 50% degli esercizi acquisiti è già pronto per partire, si tratta di sapere come li vorrà gestire e come vorrà preparare quelli che non lo sono».

Un’altro aspetto che tiene in apprensione sindacati e lavoratori è quello delle sovrapposizioni che si verranno a creare nel caso dei punti vendita Simply vicini ad altri Conad già esistenti.
A questo si somma poi la preoccupazione circa i dipendenti amministrativi della sede: «Conad – puntualizza Joice Moscatello – ha già fatto sapere che ha una sua struttura amministrativa, riteniamo comunque necessario preservare questa realtà».
Rebus anche per il deposito Sma di Osimo che 3 anni fa era stato ceduto ad una azienda specializzata che si occupava anche della gestione delle logistica per Auchan e Sma, il cui contratto scadrà nel 2021.

Intanto questa mattina (15 luglio) si è svolto in Regione un incontro tra Cgil, Cisl e Uil, l’assessore regionale con delega al lavoro Loretta Bravi e l’assessore regionale con delega al commercio Manuela Bora. I sindacati hanno manifestato alla Regione le loro preoccupazioni, e durante l’incontro, hanno concordato l’attivazione di specifici tavoli di tecnici. Il 23 luglio è previsto al Mise un nuovo incontro nell’ambito del confronto attivato con il Ministero. La questione interessa infatti quasi 1.500 dipendenti secondo le stime Cgil: 1100 tra lavoratori Auchan e Sma, oltre a quelli che prestano servizio nei 77 punti vendita in franchising con marchio Sma. Una vicenda che vede ancora una volta penalizzate le donne lavoratrici, che pagano in misura maggiore il peso di un’occupazione che le rilega ai margini della precarietà strutturale a causa del part time involontario. Un tema sul quale la Cgil è impegnata attivamente e sul quale proprio la scorsa settimana (10 luglio)  è intervenuta ad Ancona la responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale, Susanna Camusso.