Conad-Auchan, entro fine ottobre i primi passaggi dei punti vendita

Nelle Marche l'operazione di acquisizione entro aprile 2020 interesserà 16 dei 29 punti vendita che contano circa 1.217 dipendenti. Le organizzazioni sindacali puntano sull'accordo quadro per garantire stabilità occupazionale al personale

Il centro commerciale dell'ex consorzio di Osimo
Un Conad di Osimo

ANCONA – Sono 16 i punti vendita marchigiani della rete Auchan che passeranno direttamente in Conad entro aprile 2020. Mentre proseguono le trattative tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e l’azienda per la cessione dei 109 punti vendita italiani a Conad (circa il 30% sul totale), in seguito all’acquisizione di Auchan, i sindacati accelerano chiedendo la definizione del piano industriale per avere un quadro più chiaro circa gli esuberi e il destino dei punti vendita. Conad ha anticipato che questo potrebbe essere ufficializzato già a metà ottobre. Lo ha comunicato nell’incontro di ieri (11 settembre).

Nelle Marche l’operazione di acquisizione entro aprile 2020 interesserà 16 dei 29 punti vendita che contano circa 1.217 dipendenti. Passeranno subito in Conad, cioè entro fine ottobre i punti vendita di Jesi, Chiaravalle, Fabriano, Porto San Giorgio, Ancona-Torrette e Ancona-via Trieste. A questi si aggiungeranno a novembre quelli di Falconara-Via Marconi e Senigallia. Tra gennaio e i primi di febbraio il passaggio degli ipermercati Auchan di Ancona (a gennaio) e di Fano (febbraio). Gli altri, Castelfidardo, Osimo, Grottammare, Ascoli Piceno, Porto Sant’Elpidio e Loreto saranno acquisiti entro aprile 2020.

Intanto la scorsa settimana si è aperta la procedura per il conferimento del ramo di azienda da Sma-Auchan a Conad, e personale Conad è già operativo all’interno dei 39 punti vendita italiani che passeranno nell’azienda entro ottobre.

Le organizzazioni sindacali puntano sull’accordo quadro per garantire stabilità occupazionale ai dipendenti, mentre Conad ha chiesto tempo fino a metà ottobre per quantificare gli esuberi, per il quale potrebbero essere previsti interventi come la procedura di mobilità volontaria e il pre-pensionamento con incentivazione.

Intanto resta da chiarire anche il problema della gestione dei depositi, come sottolinea Joice Moscatello della Cgil: «Vogliamo capire se c’è un progetto su quei lavoratori». Il sindacalista pone anche l’accento sulla necessità di un cambio di rotta nella contrattazione dal momento che come evidenzia fino ad oggi non c’è stata da parte dell’azienda la costruzione di una trattativa reale con i sindacati.