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Ancona

Scuola, Comitati in protesta davanti al Consiglio regionale: «In un anno di pandemia è stato fatto poco»

Manifestazione ad Ancona di Comitato Priorità alla Scuola, Coordinamento Genitori Democratici Ancona e Potere al Popolo per dire no alle classi pollaio e chiedere il potenziamento di trasporti e tracciamento

La manifestazione del Comitato Priorità alla scuola davanti alla sede del Consiglio regionale

ANCONA – Potenziare il tracciamento in ambito scolastico, aumento del personale docente e non docente, riduzione del numero di studenti per classe. Sono alcune delle richieste avanzate dal Comitato Priorità alla Scuola – Marche e il Coordinamento Genitori Democratici Ancona che nel pomeriggio di oggi – 20 settembre – si sono ritrovati in presidio davanti alla sede del Consiglio regionale.

Una manifestazione con la quale i comitati di studenti, famiglie e docenti vogliono riaccendere i riflettori sul mondo della scuola, per il terzo anno alle prese con la pandemia di Covid-19. E proprio davanti alla sede istituzionale, striscioni in mano, hanno sottolineato la necessità di potenziare il trasporto pubblico nelle Marche, cruciale per evitare il rischio di un ritorno in dad, contro la quale Pas Marche si è battuta fin dall’inizio, dopo il lockdown.

I comitati hanno chiesto di potenziare il tracciamento nelle scuole «utilizzando i tamponi salivari molecolari in maniera sistematica e in tutti gli istituti delle Marche, non solo a campione» spiega Silvia Mariotti, una delle fondatrici del gruppo di famiglie, studenti e docenti. Al motto di «Le carenze strutturali non si vaccinano» hanno espresso la loro contrarietà per quelli che definiscono «mancati interventi in termini di edilizia scolastica e potenziamento dei trasporti» osserva Mariotti, che pone l’accento anche sui disservizi venutisi a creare sugli scuolabus con il recesso della Tundo.

Un momento della manifestazione

Tra gli slogan della manifestazione, a cui ha partecipato anche Potere al Popolo, «Acquaroli rimandato a settembre». Tra classi pollaio, carenza di organico e trasporti, «in un anno di pandemia è stato fatto veramente poco» prosegue. La proposta formulata dai comitati di studenti e genitori è anche quella di modificare le modalità di isolamento fiduciario, limitandone il ricorso e la durata con una riduzione del tempo della quarantena, con possibilità di fine quarantena con tampone negativo al 5° giorno (salivare) o 7° giorno (nasofaringeo).

Chiesto il rafforzamento della medicina territoriale e sostegno socio-economico per le famiglie laddove si rendano necessarie le quarantene. «Le misure di gestione e prevenzione in ambito scolastico sono pressoché analoghe a quelle dello scorso anno – hanno fatto notare -, nonostante il contesto diverso che vede una discreta copertura vaccinale della popolazione, un’ampia copertura dei soggetti più fragili, nonché l’obbligo vaccinale, di fatto, per il personale scolastico».

Il docente Valerio Cuccaroni, durante la manifestazione

Per i comitati serve un protocollo unitario e flessibile, per la gestione della pandemia, che non lasci discrezionalità alle Regioni e che «tenga conto dei diversi possibili scenari di incidenza»,. così da garantire continuità didattica, benessere degli studenti e possibilità di organizzazione familiare e sociale.

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