Ancona-Osimo

Colletta, il Banco Alimentare invita a donare: «Il bisogno di cibo nelle Marche è in aumento»

Nel 2022 il Banco Alimentare ha assistito nelle Marche 42.463 persone, distribuendo 2.288 tonnellate di cibo, un 6% in più rispetto al 2021

La raccolta di cibo e aiuti da parte dell'associazione Stracomunitari di Senigallia per le famiglie in difficoltà
Immagine di repertorio

La spirale di rincari (dal carrello della spesa ai mutui, passando per l’energia e i carburanti) e l’inflazione che per diversi mesi ha continuato a galoppare, hanno impoverito le famiglie riducendo il potere d’acquisto. Per alcuni nuclei le difficoltà sono state accentuate dalla presenza di un solo reddito, dalla presenza di più figli, dalla precarietà lavorativa, fino anche alla perdita del lavoro.

Una situazione di crisi che ha pesato sulle tasche delle famiglie, specie dei nuclei più fragili come quelli monogenitoriali o costituiti da anziani, da famiglie straniere. Non sono stati pochi coloro che con lo stipendio, eroso dal caro vita, non sono riusciti più a garantirsi un pasto. Un fenomeno purtroppo in crescita.

Nel 2022 il Banco Alimentare ha assistito nelle Marche 42.463 persone (attraverso 276 strutture ed enti caritativi), distribuendo 2.288 tonnellate di cibo, un 6% in più rispetto al 2021, con un valore economico del cibo pari a 8.173.177 euro. I pasti distribuiti sono stati 18.359: 216 tonnellate di cibo sono arrivate dalla colletta alimentare, 1.233 dall’industria del cibo nel programma Siticibo e 1.372 da Agea (Agenzia europea). In provincia di Pesaro Urbino il maggior numero di persone assistite 15.392. In provincia di Ascoli e Teramo il Banco Alimentare ha assistito 10.950 persone, in provincia di Ancona 8.135, in provincia di Macerata 4.049, e infine, nel Fermano 3.937.

«Le famiglie in povertà assoluta sono in aumento nelle Marche» dice Silvana della Fornace, presidente del Fondazione Banco Alimentare Marche – Ets e secondo i dati Istat ammontano a circa un 6,8% (dato Istat 2021). Ogni giorno il Banco Alimentare recupera cibo a lunga conservazione, cotto o fresco in eccedenza, per distribuirlo gratuitamente a chi è in difficoltà, attraverso le strutture caritative convenzionate di assistenza ai bisognosi della Regione Marche. 

Due le sedi nelle Marche, una a Pesaro e l’altra a San Benedetto del Tronto, ma la Fondazione vorrebbe aprire un centro ad Ancona per essere più presente in tutte le provincie e nell’entroterra «per avvicinarci al bisogno e servirlo più efficacemente».

Nella Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che ricorre oggi – 18 novembre – la presidente del Banco Alimentare ricorda che si tratta di un importante momento di sensibilizzazione della società al problema della povertà, sempre più diffuso, attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e condivisione, donando parte della propria spesa a chi ne ha bisogno. Un gesto di civiltà e di generosità che regala dignità. Durante questa giornata, presso una serie di supermercati del territorio, ciascuno potrà donare parte della propria spesa. La raccolta riguarda una serie di prodotti: olio, verdure o legumi in scatola, Polpa o passata di pomodoro, Tonno o carne in scatola, Alimenti per l’infanzia.

«Il bisogno di cibo è in aumento – prosegue la presidente della Fondazione Banco Alimentare – anche perché passare dalla povertà relativa alla povertà assoluta è più facile in questa situazione di crisi, non solo per famiglie, ma anche per le persone sole. Gli enti vedono aumentare le richieste di pasti e di conseguenza al Banco Alimentare arriva una maggiore richiesta di cibo».

Silvana della Fornace evidenzia che il cibo raccolto con la colletta alimentare rappresenta circa un 10-12% di quello distribuito, «prodotti preziosi per la dieta delle persone». «Il Banco Alimentare – fa notare – restituisce valore al cibo che invece di essere buttato, anche se perfettamente edibile, riacquista un valore infinito che abbiamo stimato attorno agli 8milioni di euro circa l’anno, con un valore percepito ancora più ampio, quasi cinque volte tanto».

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