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Ancona

Cocainomane a 10 anni, shock a Monza. Il Questore Pignataro: «Non è un caso isolato»

La notizia sta suscitando reazioni in tutto il paese. A lanciare l'allarme su un consumo sempre più precoce di stupefacenti era stato il garante dell'infanzia Filomena Albano. Il Questore di Macerata Antonio Pignataro: «Crescita esponenziale da quando sono stati aperti i negozi di cannabis light». Lo psicoterapeuta Coppa: «Occorre promuovere una maggiore competenza degli insegnanti perché c'è una voragine nella capacità dal punto di vista psicologico e pedagogico»

adolescenti

ANCONA – «La dolorosa e allucinante vicenda della ragazzina di Monza cocainomane a 10 anni non è, purtroppo, un caso isolato. Esiste una crescita esponenziale, specie negli ultimi due anni, da quando sono stati aperti i negozi di cannabis light, che ha coinvolto bambini in tenera età e originato adolescenti spacciatori, per la facilità con cui reperivano in questi negozi la cannabis light».

Così il Questore di Macerata Antonio Pignataro interviene commentando il fatto accaduto a Vimercate, Monza, che sta suscitando shock e reazioni in tutto il paese. La bambina, che frequenta l’ultimo anno delle elementari, era stata accompagnata in ospedale dai genitori perché non stava bene. Poi la terribile scoperta: all’accertamento dei medici è risultata infatti aver fatto uso di cocaina oltre che di cannabis. La notizia è stata diffusa dal Quotidiano Nazionale.

Una scoperta scioccante che accende i riflettori sul consumo sempre più precoce degli stupefacenti. A lanciare l’allarme sulla questione nel giugno scorso, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano che aveva inviato una segnalazione al Governo, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali: «Sono sempre più numerosi i giovanissimi che fanno uso di sostanze stupefacenti e alcoliche. Come testimoniato dalla comunità scientifica, l’inizio è precoce ed è in forte aumento l’utilizzo in fasce di età sempre più giovani».

Il Questore di Macerata Antonio Pignataro

«Come dichiara il medico dell’ospedale di Monza, e’ ormai necessaria l’apertura di reparti che siano in grado di affrontare queste patologie che colpiscono bambini che fanno uso di droghe – prosegue il questore di Macerata -. Questa storia allucinante è simile a quella di tante altre famiglie che, nel dolore e nella disperazione, nascondono questo dramma che vivono ogni giorno nel segreto e nella frustrazione, sapendo qual’è il triste destino cui vanno incontro  i propri figli. Voglio sottolineare e ricordare a tutta l’opinione pubblica quello che ripetono giorno dopo giorni i ragazzi di San Patrignano, della comunità Incontro e di tutte le altre comunità, che la marijuana è l’anticamera dell’inferno, l’anticamera dell’eroina, l’anticamera della cocaina. Lo stesso capo della Polizia Franco Gabrielli, già molto tempo prima della mia battaglia contro la cannabis legale, aveva con forza dichiarato espressamente alla stampa, che non esiste differenza tra droghe leggere e droghe pesanti e, quindi, non esiste la “marijuana light”. Tale appello accorato non aveva portato ad alcuna presa di posizione nell’opinione pubblica. “Ancora oggi” nessuna presa di posizione forte, tranne quella del ministro dell’Interno e del capo della polizia, era stata manifestata dall’opinione pubblica e dalla stampa, in seguito alla battaglia della questura e della procura della repubblica di macerata, che aveva determinato la chiusura dei negozi di cannabis legale dell’intera provincia. Questo crudele evento, che segna la malvagità della nostra società, possa generare una presa di coscienza e un appello corale dell’intera società civile, in modo tale da affrontare il problema anche dal punto di vista giuridico che possa, in qualche modo, tutelare le giovani generazioni da un fenomeno che già da tempo, negli Stati Uniti e in altri paesi del mondo, è diventato un’emergenza nazionale».

Droga, spinello

IL PUNTO DI VISTA DEL MONDO EDUCATIVO
Preoccupazione e indignazione da parte del mondo educativo. «Siamo tutti vittime di una condizione contrassegnata dalla solitudine, di una bambina, di una famiglia, di una società che fa fatica a proteggere i più indifesi – commenta lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Mauro Mario Coppa, direttore dei servizi educativi della Lega del Filo d’Oro di Osimo -. Servono azioni concrete da parte della politica: occorre promuovere una maggiore competenza degli insegnanti della scuola perché c’è una voragine nella capacità e nell’analisi dei ragazzi dal punto di vista psicologico e pedagogico, specie nella preadolescenza».

Mauro Mario Coppa Direttore dei servizi educativi Lega del Filo d’Oro di Osimo e Direttore Sanitario dell’Associazione Culturale “La strada di Erm”

Per captare segnali e messaggi di disagio, spiega il dottor Coppa non ci si può affidare all’eventuale dote personale, «serve invece una formazione su questo. La scuola deve essere un elemento di traino non solo per i bambini ma anche per le famiglie che spesso si disinteressano su quanto i figli fanno a scuola. Occorre promuovere una nuova capacità di essere polo di attrazione da parte della scuola che è una agenzia sociale di straordinaria importanza dove si può fare un grande lavoro a scosto zero, ovvero l’educazione socio emotiva e l’alfabetizzazione emotiva che non può essere lasciata alla socializzazione con gli altri. Alcuni recenti studi dimostrano che quando questo tipo di educazione socio affettiva accompagna lo sviluppo del bambino fino all’età preadolescenziale e adolescenziale costituisce uno dei fattori protettivi più efficaci contro l’abbandono scolastico, il bullismo e altre forme di problematiche emotive e comportamentali».

Il direttore dei servizi educativi e riabilitativi della Lega del Filo d’Oro spiega che nel mese di agosto parrocchie e gruppi scout si recano nel centro osimano per aiutare gli operatori ad allietare con loro presenza le attività con ragazzi nel periodo estivo. Una bella iniziativa di volontariato che consente ai giovani di «guidati dai sacerdoti e dalle associazioni di volontariato a dare un senso alle ferie estive e a dare un aiuto piuttosto che finire nella solitudine e nello sballo».