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Ancona

Cna, Confcommercio e Confartigianato dettano le linee ai candidati

Le associazioni di categoria hanno avanzato le loro richieste agli aspiranti presidenti della Regione. Eccole

I candidati al confronto Cna, Confcommercio e Confartigianato

ANCONA – Mettere le imprese al centro dell’agenda politica della Regione. È quanto hanno chiesto Cna, Confcommercio e Confartigianato ai candidati alla presidenza della Regione nel corso di un confronto avvenuto nei giorni scorsi. Quindici le priorità delineate dalle associazioni di categoria: dal sostegno al credito al rilancio degli appalti pubblici e delle infrastrutture del territorio passando per la difesa del Made in Marche e l’internazionalizzazione delle piccole imprese fino ad arrivare al ruolo del commercio, del terziario e dei servizi di prossimità. Senza dimenticare l’offerta turistica, la green economy, le politiche sociali e la semplificazione amministrativa.

Un confronto, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, al quale hanno preso parte 5 candidati su 8: Maurizio Mangialardi, Francesco Acquaroli, Gian Mario Mercorelli, Fabio Pasquinelli, Sabrina Banzato (assenti Contigiani, Iannetti e Mancini). Cna, Confcommercio e Confartigianato hanno messo nero su bianco le loro richieste illustrate dal presidente di Cna Marche Gino Sabatini, Giacomo Bramucci per Confcommercio Marche e il presidente di Confartigianato Marche Giuseppe Mazzarella. I candidati hanno poi risposto alle domande dei segretari delle associazioni di categoria Otello Gregorini per la Cna, Massimiliano Polacco per Confcommercio e Giorgio Cippitelli per Confartigianato.

Presenti al confronto, oltre 200 fra artigiani, piccoli imprenditori, commercianti e operatori turistici marchigiani. «Grande la disponibilità dei candidati a recepire le proposte di artigiani e commercianti – scrivono le associazioni in una nota congiunta. Ma dal 22 settembre comincerà un’altra partita. Ci sarà un Presidente eletto. Sarà con lui che le associazioni di categoria, in rappresentanza di quasi 100 mila imprese attive sul territorio regionale, chiederanno di aprire un tavolo di confronto, per costruire le Marche del futuro. Mettendo al centro imprese e territorio».

Una situazione critica, quella che stanno attraversando le imprese marchigiane, afflitte dalla pandemia di covid-19, con il conseguente lockdown, per questo le associazioni hanno invocato un progetto strategico per i prossimi cinque anni. Nelle Marche arriveranno risorse ingenti dall’Europa, come quelle del Recovery Fund, Bei, Sure e Mes, che potrebbero portare nelle casse regionali tra i 7 e gli 8 miliardi di euro, risorse che però secondo Confartigianato, Confcommercio e Cna vanno spese bene sui territori, coinvolgendo enti locali, associazioni di categoria e  forze economiche. Obiettivo, non perdere un’occasione irripetibile di sviluppo e di rilancio dei sistemi produttivi e sociali.

«Il sistema delle piccole e medie imprese va rafforzato facilitando l’accesso al credito» ha dichiarato Gino Sabatini, «dalla Regione ci aspettiamo che sostenga Uni.Co, il Confidi delle Marche, come intermediario creditizio di riferimento. Grande attenzione va dedicata alle infrastrutture e al rilancio degli appalti pubblici e dell’edilizia, settore trainante dell’economia marchigiana».

Confcommercio ha posto l’accento su turismo e commercio, settori tra i più colpiti dalla crisi provocata dal covid: «Nella prossima programmazione dei fondi strutturali europei 2021-2027, al turismo, che è stato tra i settori più colpiti dal lockdown, va riconosciuto un robusto incremento delle risorse disponibili» ha detto Giacomo Bramucci sottolineando che anche il commercio ha subito pesantemente gli effetti della pandemia e per questo «ne vanno sostenuti gli investimenti, in particolare nelle aree interne e montane, valorizzando il ruolo del terziario e dei servizi di prossimità».

«A quattro anni dal sisma servono fatti, veloci e concreti e va eliminata la burocrazia. Va rafforzata la ‘Zona Franca Urbana’ e introdotta la Zona Economica Speciale che abbiamo presentato al Mise e al Commissario qualche settimana fa – ha sottolineato Giuseppe Mazzarella – . Nella ricostruzione vanno coinvolti enti locali e organizzazioni di rappresentanza e vanno privilegiate le imprese delle Marche. Al centro delle politiche regionali va messa anche l’internazionalizzazione delle piccole imprese»..