Claudio Pinti ancora in cella, la difesa ricorrerà in appello

Lo ha annunciato il suo avvocato dopo che il gip ha rigettato l'istanza di scarcerazione per il presunto untore dell'Hiv

Claudio Pinti

ANCONA – Claudio Pinti ancora in carcere, la difesa annuncia che farà appello. «Se occorrerà – spiega l’avvocato Alessandra Tatò, che difende l’autotrasportatore 36enne insieme all’avvocato Andrea Tassi – arriveremo fino in Cassazione ». Il ricorso, al Tribunale della Libertà, è stato deciso dopo che il gip ha rigettato l’istanza di scarcerazione per il presunto untore dell’Hiv, presentata venerdì scorso dalla difesa. Una istanza conseguente agli esiti delle analisi che Pinti aveva fatto in carcere e arrivate sempre venerdì. Per il giudice le condizioni di salute non sarebbero così gravi da non poter rimanere in carcere. Per gli avvocati Pinti invece è incompatibile con la permanenza a Montacuto. Il 36enne è in cella dal 12 giugno scorso, quando è stato arrestato dalla squadra mobile, dopo la denuncia della ex fidanzata che sarebbe stata contagiata da Pinti che le avrebbe nascosto di essere sieropositivo. Successivamente anche la madre e la sorella della compagna deceduta, morta lo scorso anno per una patologia legata all’Hiv, hanno denunciato Pinti per chiarire se è responsabile del decesso della loro parente. Per il 36enne le accuse sono di lesioni dolose personali gravissime e omicidio volontario.