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Ancona

Chiusa la Farmacia del Piano, Catanzaro: «Sul mio tracollo tante voci infondate come quella che giocavo a carte»

Terminato l'inventario della storica attività di piazza Ugo Bassi. La nuova proprietà è pronta ad aprire: è una srl con in quota una famiglia di farmacisti anconetani. Dagli Angelini nessun ricorso

Farmacia del Piano
Farmacia del Piano
Roberto Catanzaro (a sinistra) della Farmacia del Piano, dopo l'asta
Roberto Catanzaro (a sinistra) della Farmacia del Piano, dopo l’asta

ANCONA – Chiusa per inventario riaprirà a breve con un nuovo proprietario, una srl dove in società spicca una famiglia di farmacisti, Ciccioli, già proprietaria della farmacia delle Grazie. Dopo la vendita all’asta dello scorso 7 febbraio, chiusa per 4 milioni e 260mila euro, la Farmacia del Piano passa di mano. Dal dottore Roberto Catanzaro, finito con un concordato preventivo per salvare l’attività dal fallimento, alla Farmacia del Piano srl, una società che nelle quote vede anche un grossista milanese, Unico. Domani le ultime firme dal notaio, relative all’inventario dei prodotti rimasti all’interno e che passeranno alla nuova proprietà come stabilito anche in sede di asta. La Srl assorbirà anche i dipendenti.

«Ho chiuso venerdì scorso – dice Catanzaro – non ho più nemmeno le chiavi. Sono soddisfatto della conclusione dell’asta, soprattutto per i miei dipendenti. Adesso mi godrò un po’ di riposo, almeno due mesi. Me ne torno un po’ in Sicilia, la mia terra. Sono circolate molte voci sul mio conto e sui motivi che hanno portato la mia attività al tracollo ma le cose non stanno così. Molti pensano che ho giocato tutto a carte ma non è vero. A tempo debito potrò dire altro».

All’asta di febbraio aveva partecipato anche la famiglia Angelini, i fratelli Roberto e Daniele Maria, che si era aggiudicata inizialmente la farmacia a fine gennaio perché era stata l’unica a concorrere. Passati i dieci giorni dall’aggiudicazione era pervenuta una busta per il rilancio, quella della cordata milanese. Gli Angelini avevano annunciato un ricorso all’Antitrust ipotizzando un conflitto di interesse sul fatto che un grossista che rifornisce le farmacie potesse avere una farmacia. «Abbiamo contattato un consulente – dice Roberto Angelini – per vedere se le procedure erano state corrette ma ci è stato negato il verbale finale dell’asta dal curatore fallimentare. Non abbiamo fatto nessun ricorso. Stiamo a vedere il nuovo governo come si comporterà con la legge che regola questo mercato. Lì ci sono delle cose da cambiare e chiarire».

Roberto Angelini (a sinistra) e Daniele Maria Angelini in tribunale per l'asta
Roberto Angelini (a sinistra) e Daniele Maria Angelini in tribunale per l’asta