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Ancona

Chiude lo Sma di Jesi, i sindacati: «Primi effetti dell’acquisizione di Auchan da parte di Conad»

Il punto vendita che abbasserà le saracinesche dal 6 agosto fa parte della rete degli oltre 100 franchising presenti nelle Marche. Dopo il closing siglato il 31 luglio che ha concluso le procedure di acquisizione di Auchan Retail da parte di Conad, manca solo il via libera dell'Antitrust, atteso per ottobre

Il centro commerciale dell'ex consorzio di Osimo
Il centro commerciale dell'ex consorzio di Osimo

ANCONA – «L’acquisizione di Auchan e Sma da parte di Conad comincia a produrre i primi effetti» con la chiusura del punto vendita Sma di Jesi che abbasserà le saracinesche da martedì 6 agosto. È il grido di allarme corale lanciato dalle organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, che stanno seguendo con grande attenzione la vicenda. Proprio il 31 luglio è stato firmato il closing che ha concluso le procedure per l’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia, oggetto dell’accordo siglato il 14 maggio scorso e messo a segno da una new company, Bdc, costituita al 51% da Conad e al 49% dal finanziere Raffaele Mincione (Wrm Group la società di Mincione specializzata nel real estate commerciale). Un’operazione che secondo alcune indiscrezioni ammonterebbe a un valore prossimo a un miliardo di euro e che interessa circa 250 supermercati, 44 ipermercati e più di un migliaio di punti vendita in franchising.

Con il closing, Auchan è passata di fatto sotto l’egida di Conad. Ora manca solo il via libera dell’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia, atteso per ottobre, che dovrà accertare che non ci siano posizioni dominanti da parte di Conad sul mercato. Intanto è stato ufficializzato proprio oggi il nome del nuovo amministratore delegato che sarà Brianti. Oltre ai supermercati Sma e ai franchising, i due ipermercati Auchan delle Marche passati sotto Conad dopo il closing sono quelli di Ancona e Fano, quello di Civitanova Marche era già di proprietà Conad.

Il punto vendita di Jesi, con 5 dipendenti, è uno degli oltre 100 in franchising Sma passati sotto la guida della società Bdc controllata da Conad che il 31 di luglio ha acquisito in via definita la proprietà dell’intero pacchetto azionario di Auchan e quindi l’intero controllo dei punti vendita e delle sedi – depositi italiani, dei quali non è ancora chiaro il destino. «Nessuna delle parti coinvolte – dichiara il segretario provinciale Filcams Cgil, Carlo Cotichelli – è stata in grado di fornire risposte e garanzie per ricollocare i lavoratori interessati. Chiediamo ad Auchan e Conad di attivare un confronto serio e veloce per individuare soluzioni condivise». Il timore della Filcams, infatti è che «questa nuova riorganizzazione possa determinare problemi agli organici dei vari supermercati sparsi in tutta Italia».

«Rispetto ai franchising, in sede ministeriale – spiega il segretario generale della Fist Cisl Marche, Selena Soleggiati – , Conad ha confermato  l’interesse per questa tipologia di punti di vendita ai quali chiederanno con tutta probabilità di continuare l’affiliazione sotto il marchio Conad, ma non sappiamo con precisione quali e quanti degli indiretti Sma saranno destinatari di questa proposta e il termine per la conclusione dell’intera operazione è piuttosto lungo, almeno 36 mesi. Nell’incontro ministeriale del 23 luglio si sono riservati di aprire con noi un confronto in sede aziendale a fine agosto dove dovranno entrare nel merito dettagliando quali e quanti punti vendita passeranno da subito alle cooperative Conad e quanti invece resteranno negli altri due contenitori. Nel primo andranno quelli che hanno un andamento economico tale da consentire subito il passaggio a Conad, nel secondo quelli che non arrivano ai parametri minimi di sostenibilità ma sui quali investiranno per portarli ad un andamento positivo. Nel terzo andranno invece quelli che non saranno autorizzati da antitrust o in sovrapposizione con rete Conad e passati poi successivamente a terze aziende non precisate. È  stato anticipato anche il ricorso agli ammortizzatori ed alla procedura di mobilità volontaria. Particolare preoccupazione oltre a questi punti vendita, destano anche la sede marchigiana ed il deposito (Osimo) le cui sorti saranno definite parrebbe solo nel 2020. Per noi va garantito l’intero perimetro aziendale preservando l’attuale occupazione anche nelle sedi e nel magazzino».

Attualmente sono 7 le cooperative Conad che gestiscono i punti vendita in Italia. Tuttavia è già stata annunciata una fusione che le ridurrà a 4: nelle Marche attualmente i negozi Conad sono gestiti da due cooperative, la Cia di Forlì e il Conad Adriatico, ma non è chiaro cosa accadrà dopo la fusione.

Grande preoccupazione espressa anche dalla Uil: «Una situazione da non sottovalutare – osserva il segretario generale UilTuCs Marche, Fabrizio Bontà –  perché 5 persone hanno perso il lavoro. Crediamo, purtroppo, che sia solo il primo effetto di quello che succederà nei prossimi mesi».