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Ancona

Chirurgia mininvasiva epatobiliare, a Torrette l’innovativo robot. Vivarelli: «Tempo di degenza ridotto di un terzo»

È in funzione da gennaio il sistema robotico che consente interventi mininvasivi a fegato e pancreas presso la Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti di Ancona

ANCONA – Minore invasività, abbattimento di un terzo dei tempi di degenza dei pazienti e riduzione dei tempi di recupero nel post intervento. Sono i risultati raggiunti dalla Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, grazie al recente impiego del sistema robotico “Da Vinci XI”. La presentazione oggi all’ospedale regionale di Torrette alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini e del consigliere regionale Mirko Bilò.

Il robot, con cui vengono eseguiti interventi mininvasivi su fegato e pancreas, viene utilizzato all’ospedale regionale di Torrette già da gennaio di quest’anno e in due mesi sono stati eseguiti cinque interventi di resezione epatica. «È una nuova frontiera della chirurgia mininvasiva – spiega il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi – attraverso questo strumento che si è andato affermando in venti anni di attività: il robot “Da Vinci”. L’ultima release del robot che abbiamo acquisito tre anni fa, ci permette, oltre ai distretti urologici (prostata e reni) di eseguire interventi anche a colon e fegato».

La presentazione agli Ospedali Riuniti di Ancona

Una strumentazione che si inserisce in un centro d’eccellenza sul panorama nazionale, quello guidato dal professor Marco Vivarelli, e che con questa nuova tecnica mininvasiva che si affianca a quella laparoscopica, rende il reparto punto di riferimento in campo non solo nazionale, ma anche internazionale.

«Stiamo sventagliando tutte le possibilità di ottenere i migliori esiti per i pazienti attraverso questa tecnologia – aggiunge Caporossi -. L’importante per funzionare è che questi strumenti facciano tanti interventi, perché è la numerosità dei casi trattati che porta alla qualità degli esiti, e noi in questo senso ci avventuriamo in nuove tecniche dove abbiamo chiarezza sulla numerosità dei casi trattati e sugli esiti che ci aspettiamo e che ci attendiamo che siano positivi».

Il professor Marco Vivarelli direttore della Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti di Torrette

Una tecnica che verrà utilizzata anche per il pancreas spiega il primario Marco Vivarelli, organo sul quale potrebbe essere ancor più promettente. Il direttore della Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti di Torrette spiega che la gestione degli interventi mininvasivi nel quale l’ospedale è «leader» ora con il sistema robotico ha permesso l’ingresso dell’Unità Operativa e dell’Università «nei più importanti registri italiani e internazionali, e il coinvolgimento in studi internazionali».

Vivarelli ricorda in particolare che la rivoluzione portata dalla chirurgia mininvasiva applicata all’epatobiliare «fino alla seconda metà del 2015 era pioneristica, mentre ora è realtà quotidiana». Un sistema impiegato in pochi centri italiani, in quanto richiede una grande specializzazione. « È un intervento molto più soft rispetto al passato – aggiunge – , i tempi di degenza si riducono di un terzo e anche il recupero è più rapido». L’ultimo intervento in ordine di tempo è stato eseguito venerdì scorso (18 Marzo) e domenica il paziente era già rientrato a casa.

Le resezioni epatiche mininvasive eseguite nel periodo 2016-2021 sono state 402. Le resezioni pancreatiche nello stesso periodo 224; mentre quelle pancreatiche mininvasive, nel periodo 2019-2021, sono state 51.  

Da sinistra il rettore UnivPm Gian Luca Gregori e l’assessore alla Sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini

Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori ha spiegato «oggi è una giornata particolarmente importante in cui il professor Vivarelli ci ha fatto comprendere quanto è efficace e fondamentale l’utilizzo del robot per questi interventi. È una eccellenza, una eccellenza non solo nazionale, ma anche internazionale e di questo dobbiamo tenere conto e va valorizzata nel nostro contesto».