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Ancona

Ancona, Centro di Salute Mentale vicino ai pazienti con video psicoterapia e Art Therapy

È nato il progetto “Csm aumentato”, un servizio informatico a distanza per il supporto psicologico della persona, attivato in collaborazione con Nie Wiem e con il contributo di Coop Alleanza 3.0

ANCONA – Il Centro di Salute Mentale di Ancona, su proposta di Nie Wiem e con il contributo di Coop Alleanza 3.0, sbarca su Internet con il progetto “Csm aumentato”, un servizio di sostegno a distanza per la salute mentale, attivato a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di Coronavirus. Il servizio informatico del CSM, ideato dall’ingegnere Sarah Di Piero (autrice di Reparto da qui, Argolibri, 2019), si avvale di una rete di ascolto composta da psichiatri, psicologi, educatori e volontari. La rete è coordinata dalla psichiatra Emilia Alfonsi per il Csm e dal prof. Valerio Cuccaroni per Nie Wiem. Della rete fa parte anche il gruppo di auto mutuo aiuto “Reparto da qui”, creato sempre su impulso dell’ing. Di Piero.

Già da alcune settimane chi ha problemi di salute mentale nel territorio del Comune di Ancona poteva chiamare al telefono il Csm al numero 0718705951, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20, il sabato fino alle ore 14 (domenica chiuso). Da oggi, grazie al progetto “CSM aumentato”, il Centro di Salute Mentale di Ancona potrà raccogliere le prenotazioni per parlare con psichiatri, psicologi, educatori e volontari anche via internet in videochiamata. L’Asur, infatti, ha dotato il Csm di due smartphone e della possibilità di usare Skype, in modo da poter organizzare anche la psicoterapia di gruppo.

Valerio Cuccaroni

«Csm aumentato è una rivoluzione informatica nell’ambito della salute mentale – spiega Valerio Cuccaroni – e si rivolge a tutte le persone che ne fanno richiesta per il supporto psicologico della persona. In questo periodo in cui il Covid-19 ha modificato lo stile di vita di tutti quanti, la vita è sempre più costretta tra le mura domestiche, quindi vi è un minor scambio sociale. Si desidera così offrire un supporto di ascolto, ma anche di condivisione di esperienze, favorendo l’interazione tramite l’utilizzo dei mezzi di comunicazione che ognuno ha a disposizione. Credo anche che, con questo progetto, faccia un passo in avanti la rivoluzione basagliana iniziata alla fine degli anni ’70 con la condivisione e socializzazione delle problematiche legate alla salute mentale».

«Il Coronavirus ha limitato le attività del Csm – spiega Emilia Alfonsi  – e attualmente nel Centro facciamo solo i colloqui urgenti. Per aiutare i pazienti abbiamo quindi sposato la proposta di Nie Wiem che è stata accettata dall’Asur. Se prima facevamo i colloqui solo tramite chiamata telefonica con i nostri dispositivi personali, ora siamo in grado di fare le videochiamate perché l’Asur ci ha donato due smartphone e due schede Sim e la possibilità di utilizzare Skype. In questo modo potremo anche organizzare la psicoterapia di gruppo perché con WhattsApp si può fare una videochiamata al massimo con tre persone».

Inoltre, grazie ad un’altra scheda Sim donata a Nie Wiem da Coop Alleanza 3.0, nella persona del presidente dei soci Coop della provincia di Ancona Luigi Giampaoletti, sarà creata una chat di gruppo per la condivisione di esperienze quotidiane e artistiche. Grazie a questa Art Therapy, ci si potranno scambiare racconti e poesie scritti da pazienti e altre persone con problemi di salute mentale anche via email, scrivendo all’indirizzo gestito da Nie Wiem repartodaqui@gmail.com. I pazienti del Csm hanno infatti bisogno di essere ascoltati dagli esperti ma anche di essere coinvolti in varie attività (artistiche, manuali, ecc.), che permettano loro di condividere i propri momenti di felicità e di difficoltà.

«Ho pensato a questo progetto – spiega l’ideatrice Sarah Di Piero – per aiutare i pazienti che, in questo periodo, sono lontani dal proprio psicoterapeuta. Credo che la creatività e la possibilità di scambiarsi testi e poesie, possano aiutare chi vive situazioni di disagio». «Abbiamo donato una Sim con 200 euro di ricarica – spiega Luigi Giampaoletti – e crediamo possa essere utile a questo progetto che ha obiettivi importanti. La situazione è difficile e noi stiamo fronteggiando l’emergenza coronavirus su più fronti, dalla raccolta alimentare alla tutela del lavoro. Desideriamo ora dare il nostro contributo anche al Centro di Salute Mentale».