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Ancona

Cena di Acquasanta, il volto di Mussolini sul menù. È polemica tra Pd e Fratelli d’Italia

Botta e riposta tra il parlamentare Francesco Acquaroli (Fdi), il senatore Francesco Verducci (Pd) e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti. A scatenare la diatriba, oltre all'immagine del Duce, anche la data dell'evento, che corrisponde a quella della Marcia su Roma

ANCONA – Esponenti ascolani di Fratelli d’Italia sono finiti nell’occhio del ciclone. Al centro della polemica scoppiata tra Pd e Fratelli d’Italia la cena che si è è svolta il 28 ottobre ad Acquasanta e alla quale hanno partecipato il parlamentare marchigiano Francesco Acquaroli e il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti.

La notizia era apparsa il giorno dopo (29 ottobre) su Repubblica. A suscitare polemiche l’immagine di Mussolini stampata nel menù che ha circolato durante la cena, ma anche la data stessa della cena: il 28 ottobre in cui si ricorda l’ingresso dei militanti fascisti nella capitale, la cosiddetta Marcia su Roma. Sono queste le ragioni che hanno acceso la polemica.

Il senatore marchigiano del Pd Francesco Verducci va all’attacco spiegando che secondo lui si tratta di «un fatto gravissimo e oltraggioso. La provincia di Ascoli Piceno è medaglia d’oro al valore della Repubblica per l’eroismo dei partigiani che combatterono sui nostri monti per liberare l’Italia dalla tirannide fascista e dall’occupazione nazista. Quanto accaduto è uno sfregio all’Italia e alla Repubblica nata dall’antifascismo grazie al sacrificio estremo di tanti partigiani e alla volontà di riscossa dei cittadini.

Screenshot fanpage.it

Il fatto che a quella serata, dove campeggiavano in ogni tavolo volantini con effigie di Mussolini, fascio littorio e motti fascisti abbinati al logo di Fratelli d’Italia, abbiano partecipato il sindaco di Ascoli Fioravanti, il deputato Acquaroli, il presidente del Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto Chiarini, è qualcosa di indegno e vergognoso. Il fascismo è una ideologia di morte. L’apologia di fascismo è un reato. Fioravanti, Acquaroli e chiunque altro con responsabilità istituzionali fosse presente abbia il ritegno e la dignità di chiedere scusa ai cittadini piceni e italiani per questo comportamento indegno. Il neofascismo è un pericolo, va denunciato e condannato con fermezza assoluta».

Francesco Verducci, senatore Pd

Dura la condanna anche da parte della Cgil Marche che definisce «grave e vergognoso quanto accaduto ad Acquasanta Terme alle celebrazioni dell’anniversario della Marcia su Roma con una cena nostalgica di una forza politica presente anche in Parlamento, con tanto di locandine con l’immagine di Mussolini, slogan e simboli fascisti vari. Un episodio tanto più vergognoso considerando che hanno partecipato anche rappresentanti delle Istituzioni».

Daniela Barbaresi
Daniela Barbaresi segretaria generale Cgil

La segretaria generale di Cgil Marche Daniela Barbaresi dichiara che ad Acquasanta Terme c’è il cimitero di Pozza e Umito, «luogo di un feroce eccidio in cui furono trucidate dai nazifascisti 42 persone tra partigiani e abitanti del luogo. Partigiani, molti dei quali giovanissimi, che in questi luoghi hanno lasciato la vita sognando la democrazia e la libertà. È grave e vergognoso che proprio a due passi da questo luogo, ci sia stata una cena di nostalgici del fascismo per celebrare l’anniversario della Marcia su Roma, con tanto di locandine con l’immagine di Mussolini, slogan e simboli fascisti vari». «Il sindacato chiede a tutte le forze sociali, politiche e istituzionali di prendere le distanze e condannare questo evento».

Francesco Acquaroli, Fratelli dItalia

Ma Fratelli d’Italia prende le distanze dagli organizzatori della cena. «Ci hanno invitato a questa cena come occasione di approfondimento delle problematiche del Piceno – racconta il parlamentare marchigiano di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli -, è questo è lo spirito con cui io e il sindaco di Ascoli Piceno Fioravanti ci siamo recati ad Acquasanta dove peraltro ci siamo intrattenuti solo un quarto d’ora per un saluto veloce. Dal momento che non ci siamo fermati per la cena, non abbiamo neanche avuto modo di vedere la carta del menù nella quale era raffigurato Mussolini e dalla quale mi dissocio fortemente. Sono andato lì solo per parlare dei temi prioritari per il territorio, come il post sisma, il rilancio economico, le regionali 2020 e per festeggiare la vittoria del centrodestra in Umbria, e non certo per festeggiare la marcia su Roma. Inoltre non ho percepito durante la mia presenza ad Acquasanta atmosfere nostalgiche legate ad una ideologia passata, che come le altre è stata già giudicata dalla storia. Non capisco chi fa polemica, evidentemente non hanno altri argomenti validi. La mia partecipazione, come quella di Fioravanti, era in totale buona fede, così come era in buona fede chi ci ha invitato. La questione si è creata per chi ha stampato di propria iniziativa quel menù che ha fatto arrabbiare, per come mi hanno riferito, tanti commensali».

Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno

«Cena per festeggiare la marcia su Roma? Smentisco questa notizia e ribadisco l’estraneità mia e del partito di Fratelli d’Italia – puntualizza il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti – . Insieme all’amico onorevole Francesco Acquaroli, siamo passati a salutare un gruppo di amici ad Acquasanta che stavano festeggiando la vittoria in Umbria e abbiamo parlato di alcuni problemi sulla ricostruzione. Non abbiamo partecipato a nessuna cena con busti o fasci. Non mi piacciono le nostalgie e le condanno, anche perché a 36 anni il mio sguardo ed il mio pensiero di amministratore è rivolto al futuro delle giovani generazioni».