CasaPound e Forza Nuova fuori da Facebook, le reazioni del mondo politico

La notizia che ha suscitato un grande scalpore è rimbalzata proprio nel giorno (9 settembre) della fiducia delle Camera al governo Conte. Abbiamo raccolto il parere di alcuni esponenti politici marchigiani. Ecco cosa ci hanno detto

ANCONA – Le pagine di CasaPound e Forza Nuova rimosse da Facebook. La notizia che ha suscitato un grande scalpore sta rimbalzando in queste ore proprio mentre alla Camera si vota la fiducia al governo Conte.

Il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, sul suo profilo Twitter, ha commentato che «Facebook mostra il suo vero volto. Chiuse le pagine a tutta Forza Nuova. La polizia politica di Zuckerberg cerca di colpire la campagna di Forza Nuova contro il governo di estrema sinistra e Bruxelles. Risponderemo con più piazza e più reclutamento».

Anche il leader di CasaPound, Simone di Stefano è intervenuto su Twitter ha  commentato la chiusura delle pagine del suo partito e della sua personale. Un abuso commesso in un giorno simbolico. Un segnale chiaro di censura che per ora colpisce noi, ma indirizzato a tutta l’opposizione di governo Pd/5Stelle».

Mauro Coltorti (M5s), presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato

«Cosa c’entra il Governo con una decisione presa da Facebook? – si interroga il senatore del M5s Mauro Coltorti presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato – Simone Di Stefano crede che riusciamo a condizionare le scelte delle multinazionali? Se fossimo in grado faremmo ben altri interventi. Chiederemmo per esempio di togliere il vincolo di bilancio. Qui ogni scusa è buona per dare la responsabilità al governo. Si smetta di fare queste strumentalizzazioni».

Francesco Verducci, senatore del Pd

Sulla questione è intervenuto anche il senatore del Pd Francesco Verducci, vice Presidente Commissione Cultura: «I profili social di Casapound e di Forza Nuova sono stati azzerati, come ha chiarito Facebook, perché diffondono odio e violenza contro persone e organizzazioni. È un provvedimento doveroso. L’odio avvelena la convivenza e uccide la democrazia. Basta odio sui social. Il provvedimento di oggi è quantomai importante per sconfiggere il linguaggio dell’odio e la tecnica dello squadrismo a mezzo web, che sono incompatibili con i valori della nostra Costituzione».

Nella foto da sin.: Carlo Ciccioli, Elana Leonardi e l’On. Francesco Acquaroli
Nella foto da sin.: Carlo Ciccioli, Elana Leonardi e l’On. Francesco Acquaroli

Duro invece il commento del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli che parla di «fatto gravissimo» e definisce l’iniziativa una «censura». «È incedibile – spiega – che dei social network che svolgono un servizio pubblico possano decidere di eseguire un lavoro di censura di questo tipo che invece compete alla magistratura nel caso di violazioni. Di questo passo quindi ha ragione la Cina quando oscura Facebook?».

Parla di attacco politico Tommaso Fratini che, nonostante abbia preso le distanze da CasaPound, dopo avervi militato per 7 anni nel fabrianese, in contemporanea con lo stupro di Viterbo, ritiene possa essere un «atto dovuto se le pagine contenessero realmente materiale non in linea con gli standard di Facebook – spiega – , ma ahimè conosco quelle pagine fin troppo bene e non ho mai visto materiali che incitassero all’odio. Posso contestare la mancata presa di distanza da molti atteggiamenti anche brutali ma di certo non giravano incitamenti all’odio. È un chiaro attacco politico a pochi giorni dalla caduta del governo e nel momento di istituzione dell’ennesimo governo non eletto, Facebook non è nuovo a questo genere di azioni ed è chiaramente sinistroide, lo dimostrano le decine di pagine che istigano realmente l’odio verso i fascisti, con reali proclami di morte. Uno più uno fa 2, non c’è altra spiegazione. Resto comunque dell’idea che CasaPound rimarrà un orticello coltivato bene per far mangiare a qualcuno i soldi della vendita di qualche maglietta e qualche Cd dei ZZA (ZeroZeroAlfa di Iannone), ma mentre l’Italia va a rotoli i protagonisti come Iannone inaugurano locali a Milano criticando chi come Di Maio si attacca alla sua poltrona».