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Ancona

Marche, sulla carenza di infermieri il Nursind chiede assunzioni e attacca: «La Regione non ha un piano strategico»

Il segretario regionale del sindacato delle professioni infermieristiche attacca la Regione sulla carenza di personale dovuta a pensionamenti, sospensioni e cessazioni volontarie, stimata in circa 3mila unità

ANCONA – «Servono subito infermieri per far fronte alle carenze d’organico dovute a sospensioni, cessazioni
volontarie e pensionamenti». Il segretario regionale Nursind Donato Mansueto chiede nuove assunzioni di personale infermieristico in tempi rapidi per colmare la carenza di personale, stimata dal sindacato in circa 3mila unità e «per far fronte ad un’eventuale e ulteriore fase emergenziale».

Il sindacato delle professioni infermieristiche fa notare che «nel rispetto del Decreto Legge 44 del 1 aprile 2021, la Regione ha provveduto tramite delibera, a sospendere i primi sanitari che hanno scelto di non sottoporsi al vaccino anti-covid. Nello stesso periodo, altri sanitari hanno deciso di interrompere in modo volontario il proprio rapporto di lavoro, da valutare ancora i pensionamenti che comunque andranno a incidere in modo importante sul numero delle assenze, e ora, come se quanto detto non fosse già abbastanza, è arrivata la notizia della riapertura di reparti ad alta intensità assistenziale per far fronte alla quarta ondata da Sars-CoV-2».

Secondo Mansueto con la riapertura delle aree Covid nelle strutture ospedaliere «è evidente che tutto ciò non è sostenibile con un personale che già era in sofferenza e ora lo sarà ancora di più se non vi saranno nuove e immediate assunzioni di infermieri. Se si riaprono strutture ospedaliere e il personale cala in termini numerici, è evidente che il rischio immediato è quello di non poter più garantire un’assistenza adeguata all’utenza, ma anche il benessere e salute degli stessi infermieri».

Il sindacato va all’attacco e lamenta l’assenza di un piano strategico regionale per far fronte alla carenza di personale: «Perché la Regione Marche dopo due anni di pandemia non ha un piano strategico per fare fronte a questa oramai cronica pandemia? Il Covid-19 ci insegna che in Sanità le risorse non vanno tagliate, ma bensì alimentate e gestite da professionisti responsabili e competenti».