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Carceri Marche, il garante Giulianelli: «Sovraffollamento e patologie psichiatriche in aumento». Si punta su telemedicina

Il garante ha delineato le strategie di intervento per sopperire alla carenza di personale sanitario, limitando le ospedalizzazioni e puntando sulla telemedicina. Nel Fermano si prevede la costruzione di un nuovo istituto

Un momento della conferenza sulla situazione dei penitenziari marchigiani

ANCONA – Sono «in costante aumento» le patologie psichiatriche ed i casi di autolesionismo tra i detenuti reclusi nelle carceri marchigiane, dove si sono verificati alcuni casi di suicidio nell’ultimo anno, ma dove la tossicodipendenza si conferma tra i maggiori problemi presenti all’interno degli istituti. È quanto emerge nella fotografia del Garante regionale dei diritti, Giancarlo Giulianelli, sulla situazione de penitenziari marchigiani, illustrata questa mattina, giovedì 17, Palazzo delle Marche, alla presenza del presidente del Centro Servizi Volontariato e Giustizia, Silvano Schembri. La carenza di personale, tra medici, educatori e agenti di polizia penitenziaria, insieme al sovraffollamento «intermittente», sono tra le maggiori criticità evidenziate dal Garante, sulle quali hanno inciso anche i due anni di pandemia.

Alcuni numeri sulle carceri marchigiane

Guardando ai numeri del Ministero della Giustizia, aggiornati a fine di febbraio, i detenuti complessivamente presenti nelle Marche sono 836 (su una capienza di 823): il sovraffollamento interessa gli istituti di Montacuto di Ancona, dove sono ospitati 310 detenuti contro una capienza di 256, Villa Fastiggi a Pesaro, con 194 detenuti a fronte dei 143 previsti, e quello di Fermo con 54 detenuti, 13 in più della capienza prevista.

Sul fronte del personale di polizia penitenziaria, risultano effettivamente in servizio 591 agenti sui 626 assegnati, «una carenza più volte al centro delle proteste degli stessi agenti» e dei sindacati che rappresentano la categoria: a Montacuto in particolare sono presenti 122 agenti su 137 assegnati, a Villa Fastiggi sono in attività 149 agenti su 148 assegnati, a Fossombrone 96 agenti su 99 assegnati.

Per quanto riguarda invece il penitenziario di Marino del Tronto sono presenti 101 persone (28 stranieri) su una capienza di 104 posti, e vi prestano servizio 135 agenti su 151 assegnati, mentre al Barcaglione ci sono 88 ospiti, 44 stranieri, su una capienza di 100 posti: 45 gli agenti presenti su 46 assegnati. Giulianelli ha spiegato che la Rems, ovvero la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ubicata temporaneamente a Macerata Feltria, in un convento (25 gli ospiti presenti) una struttura che verrà sostituita da quella in corso di ultimazione a Fossombrone.

In ambito sanitario, Giulianelli ha sottolineato che le criticità maggiori riguardano «la tossicodipendenza, l’aumento delle patologie di tipo psichiatrico e dei casi di autolesionismo, la presenza di diversi detenuti affetti da Epatite C, Hiv ed altre patologie», mentre sul fronte dei casi di infezione da Sars-CoV-2 ha spiegato che «in una prima fase si è riusciti a contenerlo, mentre nell’arco temporale ricompreso tra i mesi di novembre 2021 e gennaio 2022, sono stati riscontrati contagi in quasi tutti gli istituti, sia tra la popolazione detenuta che tra gli agenti della Polizia penitenziaria».

Giancarlo Giulianelli, Garante regionale dei Diritti

«Attualmente – spiega – la situazione non sembra destare preoccupazioni e il problema resta quello legato ai controlli da effettuare ed alle misure da adottare in relazione ai nuovi ingressi. Il Garante ha anche segnalato che nell’ultimo anno si sono verificati casi di autolesionismo e riscontrati alcuni suicidi». Evidente la carenza di medici di base, specie nel carcere di Fermo, Montacuto e Villa Fastiggi, in tal senso il Garante ha evidenziato che l’indennità oraria riconosciuta ai sanitari che si recano nelle carceri è notevolmente inferiore rispetto a quella prevista per i medici delle Usca. Una carenza, per la quale sono stati indetti bandi di assunzioni.

In area trattamentale mancano invece educatori, una carenza «a cui facciamo fronte con i comandi da altre strutture» e con i volontari che sopperiscono «con merito». Sempre in questa area su impulso del Garante è stato attivato a Montacuto il Sio, uno sportello orientativo e informativo «che vorrei estendere a tutti istituti penitenziari nelle Marche».

Sempre sul fronte sanitario il Garante si è detto contrario all’ipotesi, ventilata negli anni passati, di aprire un reparto dedicato ai detenuti all’interno dell’ospedale regionale di Torrette, una ipotesi che ha definito «anacronistica e fuori luogo, perché non abbiamo una popolazione carceraria che richiede un reparto». A tal riguardo ha spiegato che procederà invece alla «verifica negli ospedali più vicini alle carceri, della presenza di una stanza da poter adibire ai detenuti» sulla scorta dell’ospedale di Camerino.

La telemedica in carcere: il progetto a Montacuto

Tra le direttrici di intervento del Garante c’è quella di puntare sulla telemedicina, con un progetto pilota nella struttura di Montacuto, dove «i lavori di cablaggio sono quasi ultimati»: tramite un macchinario che misura pressione sanguigna, saturazione dell’ossigeno nel sangue e che esegue elettrocardiogramma, i medici possono verificare le conduzioni dei detenuti a distanza ed eventualmente intervenire in caso di necessità. La strategia del Garante, che ha discusso di queste problematiche nel corso di una riunione dell’Osservatorio regionale della Sanità penitenziaria, del quale l’Autorità di garanzia è entrata ufficialmente a far parte dietro sua esplicita richiesta, è quella di limitare le ospedalizzazioni dei detenuti, attraverso il progetto dell’ambulanza in carcere «per evitare trasferimenti negli ospedali» con bus da adibire ad ambulatori, una soluzione che «consentirebbe di evitare trasferte con le scorte, vista anche la carenza di personale, e di far risparmiare la Regione».

Secondo il Garante è importante permettere ai detenuti di lavorare, a tal riguardo ha citato uno studio pubblicato dal Corriere della Sera, dal quale è emerso che su 54mila detenuti in Italia (giugno 2021) solo il 30% svolge una attività lavorativa: l’obiettivo sarebbe quello di innalzare anche nelle Marche la quota portandola al 50%, così da rieducare i detenuti. In tale cornice è in vista anche un progetto con l’Università Politecnica delle Marche per creare un polo universitario simile a quello attivato dal precedente Garante (Andrea Nobili) nel penitenziario di Fossombrone, dove 4 detenuti si sono laureati.

Sul fronte dei lavori di ristrutturazione, «l’attenzione è rivolta, in particolare, a quelli di Montacuto, Marino del Tronto e Villa Fastiggi», mentre per quello di Fermo il Garante punta alla chiusura per la «non idoneità dei luoghi sotto molteplici punti di vista. È una struttura che va restituita alla città, contemplando la possibilità di costruire un nuovo e moderno istituto fuori dalla stessa cinta cittadina».