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Ancona

Ancona in gara per diventare Capitale della cultura 2022. Il dossier raccontato alla città

"Ancona, la cultura tra l'Altro" è il titolo del documento presentato al Mibact. Frutto di un processo di cocreazione con la cittadinanza, è stato narrato alla città dall'Assessore Paolo Marasca, e da Martina Brunetti e Carolina Mancini, del team di candidatura

Ancona Capitale della Cultura 2022 (Foto di Fabio Grillo)

ANCONA- Capitale italiana della cultura 2022, prima tappa. Quattro giorni fa, il 31 luglio, è avvenuta la consegna del dossier di candidatura di Ancona al Mibact. Forti del desiderio di restituire alla città il lavoro fatto, Paolo Marasca, Assessore alla Cultura del capoluogo, Martina Brunetti, copywriter attiva nella redazione del dossier, e Carolina Mancini, coordinatrice dei progetti arrivati dalla cittadinanza, hanno raccontato ciò che è successo da febbraio ad oggi, sporgendo lo sguardo al futuro.

Paolo Marasca, Carolina Mancini, Martina Brunetti (Foto di Fabio Grillo)

Un percorso tutt’altro che lineare quello raccontato ieri, 2 agosto, presso l’Auditorium della Mole Vanvitelliana: tra la prima consegna, avvenuta i primi giorni di marzo, e l’ultima, quella del 31 luglio, c’è stata una pandemia sconvolgente con annessa emergenza sociale, economica e sanitalia, la riconferma di Parma a Capitale per il 2021 e la nomina di Bergamo e Brescia come Capitali per il 2023, in quanto città e sistemi anche culturali colpiti gravemente dal Coronavirus.

La platea (Foto di Fabio Grillo)

Ancona concorrerà allora per il 2022, dovendo fare i conti con un anno di “distanza”, il prossimo, che ha constretto ad uno sforzo di immaginazione notevole, ma anche di “attesa”, che non rimarrà però vuoto: «La città si allestirà, come preparasse una scenografia, e partiremo già dal 2021 con una serie di progettualità accolte ma non inserite in dossier, che non possiamo ignorare in quanto espressione di un’urgenza: portavano dentro il tema di Ancona, dell’identità urbana, dell’orgoglio di essere di questa città – spiega l’Assessore Paolo Marasca -. Nel 2021 inaugurerà anche un percorso di formazione rivolto a giovani che si terrà a Palazzo Camerata, e sarà accessibile attraverso bandi a rotazione, con tematica Città, Corpo, Cultura: per questo progetto ci affideremo ai grandi atenei marchigiani, a esperti del territorio e nazionali. L’obitettivo è porre delle domande ai giovani, perchè loro trovino delle risposte».

Sperando nella vittoria, si porterà dunque a bollore l’atmosfera di Ancona, attraverso il 2021, per giugnere al 2022, anno della Capitale, con un tema, quello dell’Altro: l’Altro come Incontro, l’Altro come Trauma, l’Altro come Cura sono le tre grandi tematiche che abbracciano una trentina di progettualità, tutte produzioni inedite frutto di un processo di cocreazione, che «non esisterebbero se non esistesse la Candidatura». Accanto ai progetti proposti da associazioni, enti e realtà cittadine, spiega Marasca, ci sono progetti extraurbani, che toccano città come Loreto e Macerata, e che sottolineano come la candidatura sia non un voler primeggiare sul territorio, ma un mettersi al servizio di una regione. Il mare, per questo, si pone come filtro speciale di una città che, proprio attraverso di esso, si è mescolata, ibridata, confusa, compresa.

Martina Brunetti (Foto di Fabio Grillo)

È Martina Brunetti, parte del team di lavoro di Ancona Capitale 2022, a ricordare come il percorso che ha condotto al dossier sia inziato: «A gennaio abbiamo attivato più tavoli di lavoro con un facilitatore: eravamo persone diverse, rappresentanti delle istituzioni, cittadini semplici, operatori culturali, e ci siamo confrontati su alcune tematiche cruciali per la città. Da lì è uscito il tema, quello dell’Altro, e un filtro, quello del Mare, che è stato restituito alla città attraverso una dispensa di lavoro, tramite la quale ognuno poteva presentare un progetto attraverso un percorso partecipato. Nel contempo – continua – abbiamo inviato un questionario a cittadini anconetani, stranieri, persone più o meno coinvolte nel mondo culturale, cercando di rispondere ad interrogativi essenziali per comprendere le urgenze della città».

«Sono arrivati 86 progetti totali da Ancona e dal territorio – spiega Carolina Mancini -. Sono rimasta molto colpita perchè tutte le realtà che ho incontrato hanno dimostrato una forte passione da una parte, ma dall’altra anche l’apertura giusta per modellarsi su una progettualità più vasta che prendeva forma giorno dopo giorno. L’emergenza socio-sanitaria e il lockdown sono state fasi faticose, perchè ci siamo resi conto che alcune parti del testo, alcune progettualità, alcune idee non andavano più bene. Ancona è una città, e la città, con questa emergenza è entrata in crisi».

La dispensa di sintesi del dossier (Foto di Fabio Grillo)

Nella dispensa di sintesi della candidatura, consegnata ai partecipanti dell’incontro, si legge a riguardo: «La partecipazione collettiva alla creazione del dossier e il lavoro della squadra chiamata a mettere a sistema i contenuti che via via emergevano, hanno subìto un arresto improvviso e drammatico quando l’Altro si è palesato nella forma di una terribile pandemia, che ci ha chiuso nelle nostre case e ci ha costretto non solo a rallentare i motori, ma anche a interrogarci su quanto si stava facendo con tanto entusiasmo».

«È importante non dimenticare la risposta che la città ha dato. Non possiamo ignorare i progetti e le traiettorie che sono arrivate: per questo, al di là del risultato, abbiamo in mano un piano strategico della cultura della città di Ancona, composto dalle proposte arrivate in questi mesi, che ci guiderà nei prossimi anni», conclude Marasca.