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Ancona

Cannabis light, il Tribunale dorico riapre il caso. Pignataro: «Sentenza Cassazione va rispettata»

I giudici di Ancona hanno spostato la questione sulla percentuale di Thc. Per il Questore di Macerata però: «Questa non è rilevante in alcun modo per determinare l’effetto dello stupefacente»

ANCONA- «La Sentenza della Corte di Cassazione in Sezioni Unite è chiara e va assolutamente rispettata». Il Questore di Macerata Antonio Pignataro è molto chiaro e mantiene fermo il punto sulla questione Cannabis Light. Nei giorni scorsi infatti una sentenza emessa dai giudici della Sezione Riesami e Appelli del Tribunale di Ancona, sulla chiusura di un negozio che commercializzava Cannabis e derivati, ad Ancona, ha riaperto la vicenda spostando di fatto la questione sulla percentuale di principio attivo Thc (tetraidrocannabinolo) che secondo la legge sulla coltivazione è fissata allo 0,5% oltre la quale scattano appunto gli effetti psicotropi.

La sentenza emessa il 30 maggio scorso dalla Corte di Cassazione in Sezioni Unite, le cui motivazioni si sono apprese il 10 luglio, aveva invece dichiarato illegale la commercializzazione al pubblico di cannabis sativa L e, in particolare, di foglie, infiorescenze, resina e olio ottenuti dalla varietà di canapa, a prescindere della percentuale di Thc. In caso contrario scatterebbe il reato di spaccio: sostanzialmente secondo la Cassazione la sostanza rientra nella legge sulle droghe e non in quella relativa alle coltivazioni di canapa. La questione sembrava essere stata chiusa da questa sentenza, ma ora con il pronunciamento dei giudici dorici la battaglia si è nuovamente riaperta, muovendosi sul filo dell’interpretazione.

LA VICENDA – Nel caso specifico dello shop anconetano la merce sequestrata nel giugno 2018 è risultata dalle analisi avere una percentuale di Thc inferiore allo 0,5% per cui secondo i giudici di Ancona non si può definire droga. Di fatto la sentenza del Tribunale dorico crea un precedente e rimette in discussione la questione.

Sulla vicenda però non ha dubbi il Questore di Macerata Antonio Pignataro che da tempo ha ingaggiato una dura battaglia contro la cosiddetta Cannabis Light per difendere e tutelare i ragazzi dalle droghe: numerosi i negozi chiusi dal Questore che nella sua battaglia ha sempre avuto come alleato il Procuratore Giovanni Giorgio e le tante famiglie di genitori preoccupati e stanchi di vedere i loro figli frequentare gli shop che vendono Cannabis, specie in seguito al fiorire di aperture di questi negozi registrato negli ultimi tempi.

Il Questore di Macerata Antonio Pignataro

«Come fedele servitore dello Stato non posso commentare atti processuali che non conosco, che hanno portato i giudici del Tribunale del Riesame a disporre la restituzione di parte dei prodotti sequestrati, quindi non posso pronunciarmi su un qualcosa che non conosco – precisa il Questore di Macerata Antonio Pignataro – Sarà mia cura documentarmi.

Al momento, posso dire che la sentenza della Corte di Cassazione in Sezioni Unite è chiara e va assolutamente rispettata in uno Stato di diritto, in quanto garantisce libertà e sicurezza e fiducia nelle Istituzioni».
Secondo il Questore di Macerata la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione ha «ribadito che il valore percentuale di principio attivo non è rilevante in alcun modo per la determinazione dell’effetto stupefacente, sorprende pertanto come la pronuncia del Riesame di Ancona parli della percentuale dello 0,5% di principio attivo (Thc) e non della capacità ad indurre effetti stupefacenti (peraltro nell’ambito del principio di offensività)».
Pignataro ricorda poi che le Sezioni Unite hanno affermato «con forza il principio secondo cui la commercializzazione di derivati della cannabis (foglie e infiorescenze, resine, olio) è vietata a prescindere e rappresenta illecito penale perseguibile ai sensi dell’art.73 dpr 709/90 che elenca tassativamente le condotte illecite tra cui la vendita e la cessione di sostanze stupefacenti».
Insomma una vicenda che secondo il Questore Pignataro è chiara e definitiva.