Caldo, raffica di malori. Bambini a rischio e al Salesi è boom di eritemi

Il primario del Pronto Soccorso dell'ospedale pediatrico di Ancona fa il punto sui principali rischi derivanti dalle alte temperature. Elisabetta Fabiani: «evitare di far uscire i bambini dalle 11 alle 16»

Bambini in spiaggia

ANCONA – Afa opprimente e temperature africane, la forte ondata di caldo che ha investito l’Italia sta causando malori a raffica. Solo nella mattinata del 3 luglio ad Ancona un 60enne e un marittimo 30enne hanno accusato un malore dovuto alle alte temperature. Giornate da bollino giallo e arancione che mettono a rischio la salute delle persone affette da patologie croniche, di anziani e bambini, che sono tra i soggetti più fragili. Per loro il pericolo è rappresentato dalla disidratazione.

«Il bambino come l’anziano non avverte lo stimolo della sete – spiega la dottoressa Elisabetta Fabiani, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale Salesi di Ancona – ed è importante idratare, ma se non siamo noi a proporre liquidi la situazione può sfuggire di mano. I bambini con patologie croniche come le cardiopatie possono avere degli scompensi».

Il Pronto Soccorso del Salesi in questi giorni sta registrando un aumento degli accessi «in linea con il periodo» precisa Fabiani. Tra gli arrivi, «molti eritemi solari e da sudore, traumi domestici e da vita all’aria aperta; poi tanti incidenti automobilistici e diversi casi di annegamento e semi annegamento – precisa – . Abbiamo ancora strascichi di problematiche respiratorie e gastrointestinali che con il caldo possono facilmente portare a disidratazione».

Per non correre rischi il primario consiglia di far bere molta acqua ai bambini, anche fuori pasto. Per i più piccoli, oltre i 6 mesi di vita, suggerisce di aumentare la frequenza delle poppate, mentre per i bambini più grandi consiglia oltre l’assunzione di abbondante acqua, anche il consumo di frutta e verdura. «Anche se non è facile – spiega – perché solitamente i bambini non amano molto la frutta e la verdura, occorre tentare. La frutta si può dare anche a merenda, ad esempio un cocomero o un melone sono molto ricchi di acqua».

Spia che il bambino è disidratato, l’apatia o l’irascibilità. In questi casi è bene controllare la pipì, quante volte va in bagno e controllare il pannolino per vedere se è bagnato. «Quando un bambino beve poco va anche poco in bagno e nel pannolino la pipì è più scura e ha un odore più acre».

Attenzione va riservata anche ai pasti che devono essere meno abbondanti e poco elaborati e conditi. Inoltre i bambini non andrebbero fatti uscire dalle 11 alle 16 per evitare il rischio di ustioni e colpi di calore «Al mare è importante applicare sulla pelle dei bambini la protezione solare a schermo totale uva e uvb – spiega Fabiani – da riapplicare ogni due-tre ore. Importante anche far indossare cappello e t-shirt e non togliere il costume specie dove c’è sabbia che potrebbe causare prurito nelle parti intime».

Attenzione anche alle piscine: «Occorre sorvegliare a distanza i bambini che devono esplorare, ma sempre sotto lo sguardo vigile dei genitori. Servono campagne di sensibilizzazione di massa per tenere alta l’attenzione sugli ambienti e sui giochi pericolosi per i bambini».