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Ancona

Blitz in Comune ad Ancona, è bagarre politica

L'inchiesta sugli appalti pubblici finiti nel mirino degli investigatori nell'inchiesta "Ghost Jobs" ha scatenato un forte scossone. Ecco alcune reazioni

Comune di Ancona
Comune di Ancona

ANCONA – L’inchiesta “Ghost Jobs” legata ad alcuni appalti pubblici del comune di Ancona finiti nel mirino della Procura e sfociata in 5 arresti (un dipendente comunale e 4 imprenditori), 10 perquisizioni e 30 indagati, fra i quali l’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini, ha creato uno scossone e sta scatenando numerose reazioni nel mondo politico, con le opposizioni scatenate.

A finire nel mirino delle polemiche, la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli (che non risulta indagata a nessun titolo nella vicenda) ma richiamata da alcuni esponenti di partito ad una responsabilità politica. Tra loro il capogruppo della Lega Sandro Zaffiri: «La politica è pienamente coinvolta – spiega – . Stiamo parlando di soldi dei cittadini che in quanto tali dovrebbero essere gestiti in maniera oculata e trasparente, mentre ci troviamo  di fronte ad  un sistema di potere che vede troppo spesso favoriti gli amici e gli amici degli amici». «Siamo garantisti – precisa Zaffiri – e la presunzione d’innocenza vale anche per i nostri avversari politici, ma chiediamo al Sindaco Mancinelli di dimettersi al più presto visto il totale fallimento politico e amministrativo che sta emergendo a seguito dell’inchiesta in corso».

«Le notizie sugli arresti e sugli indagati ad Ancona, per casi di corruzione, turbativa d’asta e omissioni sono davvero preoccupanti – commenta il senatore del Movimento 5 Stelle Mauro Coltorti– . Non sappiamo ancora quali risvolti assumerà la vicenda ma, se confermata, getterebbe una grave macchia sul Comune e sulla giunta anconetana perché, a quanto si apprende, coinvolgerebbe anche quattro dei nove assessori. Per questo, ci auguriamo che la sindaca Valeria Mancinelli, insignita di recente del titolo di “sindaco migliore del mondo”, si adoperi quanto prima per fare pulizia di mele marce e che la giustizia possa fare presto il suo corso per assicurare alla giustizia i responsabili».

Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli parla di «tre ordini diversi di responsabilità: quello degli indagati, con rilevanza diversa tra coloro che hanno incassato soldi e vantaggi, coloro che lo hanno permesso e coloro che non hanno vigilato». Replicando alla Mancinelli, Ciccioli spiega che secondo lui non si tratterebbe di «una “mela marcia” , ma un sistema di “mele merce”».

Proprio ieri la Mancinelli aveva dichiarato: «Ancona ha rialzato la testa e non la abbasserà di certo per una mela marcia». Nel richiamare la politica alla prudenza aveva anche invocato un rapido intervento della magistratura e degli inquirenti per chiarire in fretta la vicenda e per evitare «di mischiare situazioni diverse per dipingere un quadro a tinte fosche che non sta né in cielo né in terra». «Se ci sono mele marce agiremo con assoluto rigore perché onestà e trasparenza sono nel nostro Dna e nel Dna di amministratori e dipendenti del Comune di Ancona».

Ma intanto la polemica politica di amplia. Presa di posizione anche da parte di Forza Italia Ancona con il coordinatore provinciale Daniele Silvetti e il commissario comunale Teresa Stefania Dai Prà che ribadiscono di aver sottolineato «più volte come la gestione e l’utilizzo dei fondi pubblici fossero più che altro destinati ad apparire più che rivolti ad una seria programmazione e ad una reale capacità di governo del territorio». «Il capoluogo di Regione è ora sotto i riflettori di una indagine ampia ed impietosa stando alle intercettazioni», scrivono in una nota congiunta: «nessuna strumentalizzazione, nessun taglio di teste ma una netta richiesta di chiarezza dal sindaco in primis come cittadini e poi come Forza politica di opposizione».

Luca Talevi segretario della Fp Cisl Marche e dipendente del Comune di Ancona ha espresso invece «fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura» auspicando che «quanto prima si possa definire la situazione giuridica per tutti coloro coinvolti».
«I dipendenti tutti in questo momento – prosegue – sono molto preoccupati per l’immagine che può uscire dei dipendenti pubblici», inoltre ha espresso loro «profonda vicinanza». «Il settore dei lavori ha visto negli ultimi due anni l’alternarsi di quattro dirigenti e nonostante questo i lavoratori hanno portato avanti con impegno, nonostante le difficoltà i loro compiti in un contesto caratterizzato da un calo costante degli addetti stante il blocco delle assunzioni ed i pensionamenti. In queste ore la parte sindacale sta definendo con la parte pubblica il nuovo contratto aziendale in cui non solo si definirà un nuovo sistema di valutazione delle performance ma si cercherà anche di capire meglio quali sono le modalità organizzative migliori da adottare per garantire la massima partecipazione dei lavoratori e la migliore organizzazione degli uffici».