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Ancona

Bisonni entra nei Verdi. Carrabs, conferma sostegno a Ceriscioli

Si scaldano i motori in vista delle elezioni regionali del 2020. Gruppo Misto e Verdi formeranno un intergruppo con Uniti per le Marche. Tra le priorità tracciate dalla federazione, il terremoto, la sanità, il turismo consapevole e i fondi comunitari. Cardogna: «Cambiare il commissario per il sisma»

ANCONA – Tutela dell’ambiente e degli animali, lotta alle discriminazioni. Sono questi temi forti che hanno avvicinato il consigliere regionale Sandro Bisonni al partito dei Verdi, nel quale ha deciso di entrare per intraprendere quella che è una battaglia comune e condivisa. L’annuncio, questa mattina (6 settembre) al Palazzo delle Marche nel corso di un incontro al quale hanno preso parte i vertici nazionali e regionali dei Verdi: la co-portavoce nazionale Elena Grandi, l’amministratore di Svim (Sviluppo Marche) e membro dell’esecutivo nazionale Gianluca Carrabs, il co-portavoce regionale Adriano Cardogna, il capogruppo dei Verdi in Campania Francesco Emilio Borrelli, oltre al consigliere regionale Bisonni.

Bisonni era stato eletto nel 2015 con il M5s, dal quale era poi stato espulso l’anno successivo. In seno all’Assemblea Legislativa, il consigliere regionale resterà nel gruppo misto entrando però in maggioranza: per questo dovrà lasciare l’incarico di vice presidenza in terza commissione (Governo del Territorio, Ambiente e Paesaggio). Bisonni da tempo si stava impegnando nelle tematiche care ai Verdi, come la lotta agli inceneritori e quella contro la caccia. Sua la legge contro l’utilizzo delle plastiche monouso, contro gli inceneritori, poi la tariffa puntuale dei rifiuti. «Sono sempre stato sensibile a queste tematiche – ha detto – e mi riconosco anche negli altri valori del partito, come la lotta alle disuguaglianze, al razzismo e a ogni forma di discriminazione. Condivido le battaglie storiche dei Verdi, prima fra tutte quella in favore della tutela ambientale. Abbiamo bisogno di dare slancio e vitalità al partito anche in funzione del cambiamento climatico».

Il consigliere regionale ha rivolto un appello agli ambientalisti, agli animalisti, ai giovani e a chi si riconosce nelle battaglie del partito, di entrare nei Verdi per impegnarsi e fare fronte comune.
«Ognuno di noi ha il dovere di dare il proprio contributo» ha detto, sottolineando che «serve “spirito verde” per le Marche».
Infine ha posto l’accento sull’«emergenza politica populista e sovranista in atto e da contrastare: i Verdi sono uno strumento utile – ha spiegato – per combattere queste politiche nell’ambito di una coalizione centrosinistra».

Tra le priorità per le Marche, ha annoverato oltre al cambiamento climatico, «alcuni siti fortemente inquinati, la gestione dei rifiuti e il no agli inceneritori. Occorre anche ridurre il flusso delle plastiche e mi auguro che la legge recentemente approvata aiuti in tal senso. Poi è necessario dare slancio ai parchi e alle aree verdi».

Intanto si scaldano i motori in vista delle elezioni regionali del 2020 e Cardogna ha tracciato i temi prioritari per le Marche, tra i quali il post-sisma, lo sviluppo del turismo consapevole, la sanità, i fondi comunitari di vecchia e nuova programmazione, «risorse utili – ha detto – a un cambiamento di paradigma nello sviluppo della nostra regione».

Di Bisonni ha detto che «non è un ambientalista dell’ultima ora» e ha spiegato che per la Federazione dei Verdi «inizia un percorso che porterà verso l’Assemblea Legislativa entro la metà di ottobre», e tra i suoi compiti quello di rinnovare l’esecutivo regionale partecipando alle elezioni regionali che si terranno in primavera.

Da sinistra Michele Polenta, Elena Grandi, Adriano Cardogna, Sandro Bisonni, Gainluca Carrabs e Fracesco Emilio Borrelli insieme ai membri della federazione dei Verdi

«Dobbiamo avere l’ispirazione a diventare partito di governo – ha detto la co-portavoce nazionale Elena Grandi – La legge plastic free è un punto di partenza da mutuare in tutta Italia. Bisonni è stato il primo nel paese a presentare una legge fondamentale». La Grandi ha poi sottolineato la necessità di pensare alla sostenibilità economica dei progetti: «Il nostro compito – ha detto – è quello di dimostrare la sostenibilità economica del progetto ecologista». Infine ha auspicato nelle Marche un lavoro coeso su questo fronte.

Gianluca Carrabs ha evidenziato che tra gli obiettivi del partito c’è quello di «abbandonare la vocazione minoritaria». Riguardo al cambiamento climatico, tema sottolineato coralmente dalle componenti dei Verdi presenti all’incontro, ha detto che «occorre agire per la riduzione della Co2 e per l’efficientamento energetico: ne va della vita del Pianeta. Sono temi non più procastinabili».
Per le elezioni regionali Carrabs ha spiegato che il Gruppo Misto e i Verdi formeranno un intergruppo con Uniti per le Marche di Pieroni nel segno di una maggiore spinta ecologista e ambientalista e che stanno lavorando con + Europa per una piattaforma comune. Non ha escluso, poi, di «ragionare con i 5 Stelle sui temi e con le forze politiche che di trovano nel perimetro programmatico». Carrabs ha confermato il sostegno a Ceriscioli, spiegando però che «ci sono aspetti che vanno migliorati, sui temi ambientali e sul sisma». Sulla questione se aderire ad una coalizione di centrosinistra ha precisato che «bisogna prima vedere chi ci sarà». In tal senso ha sottolineato l’utilità delle primarie quale «strumento adeguato per sciogliere i nodi sulle persone». Sulla questione della coalizione è intervenuto anche Adriano Cardogna che ha sottolineato l’importanza di «aprire i tavoli di lavoro per offrire spazi e argomenti». Intanto il tavolo politico regionale è previsto per il 18 settembre.
Tra gli argomenti che Cardogna intende perorare a livello politico c’è anche la richiesta di «cambiare il commissario per il sisma» e di restituire quell’incarico ai presidenti regionali come avveniva nel ’97.
Francesco Emilio Borrelli nel suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di unire militanza e scienza: «Occorre far capire che serve dare una svolta ecologica al paese per dare futuro alle nuove generazioni e creare una prospettiva per il Pianeta». Ha poi evidenziato la necessità di promuovere lo sfruttamento sostenibile delle risorse. «I primi a incendiare i rifiuti e a vendere i terreni alle ecomafie sono i cittadini: si credono furbi ma poi muoiono di tumore – ha detto – . Nell’ultimo anno di governo abbiamo assistito ad una riduzione della presenza delle forze dell’ordine sul nostro territorio e questo ha creato un cortocircuito», ha detto spiegando che «se l’istituzione annuncia che arriveranno 600 militari e poi non arriva nessuno, i cittadini si sentono presi in giro e si allontanano dalle istituzioni. Occorre un percorso nuovo di impegno politico».