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Ancona

Ancona, ha una barca da 38mila euro ma percepisce il reddito di cittadinanza. Nei guai una donna

La Guardia di finanza Aeronavale ha verificato una barca da 12 metri, ormeggiata a Marina Dorica. La proprietaria percepiva i contributi statali da 23 mesi, per un valore di 16mila euro. La donna rischia fino a 6 anni di reclusione

La Guardia di finanza a Marina Dorica

ANCONA- Possedeva una barca di 12 metri, dal valore di 38mila euro, non segnalata al fisco, la donna residente ad Ancona ma nata all’estero, che ha indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per 23 mesi per un valore di oltre 16mila euro.

Nell’ambito dell’attività di polizia economico finanziaria effettuata in aderenza alla normativa sul monitoraggio fiscale e volta ad accertare l’avvenuta comunicazione al fisco del valore delle unità da diporto immatricolate all’estero, i militari della Guardia di Finanza del Reparto Operativo Aeronavale di Ancona hanno trovato, nel porto di Marina Dorica, l’imbarcazione battente bandiera belga ma risultante di proprietà di un’italiana.

Il controllo eseguito con l’ausilio dell ebanche dati in uso al Corpo ha consentito di riscontrare la mancata presentazione, fin dal 2017, delle dichiarazioni dei redditi con il relativo quadro RW attestanti il possesso dell’imbarcazione, un bene estero del valore di euro 38mila euro.

I finanzieri hanno contestato subito le violazioni amministrative per l’omessa dichiarazione dei redditi e dell’apposito quadro RW, con le relative sanzioni. Nel corso dell’attività ispettiva è stato inoltre rilevato che, benché proprietaria dell’unità da diporto, la stessa percepiva il reddito di cittadinanza, pur non avendonei requisiti. In sede di presentazione di domanda del sussidio, questa ha infatti omesso di comunicare di essere proprietaria dell’imbarcazione a vela, il cui possesso esclude automaticamente dal beneficio.

Tale omissionele ha consentito di percepire indebitamente oltre 16mila euro. La signora è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Ancona per aver indebitamente percepito erogazioni a danno dello Stato, reato che prevede fino a 6 anni di reclusione, e all’Inps per il blocco dell’erogazione ed il contestuale recupero della somma incassata indebitamente.

L’attività posta in essere conferma l’efficacia del ruolo di polizia economico –finanziaria in mare affidata in via esclusiva alla Guardia di Finanza,volto al contrasto dell’evasione fiscale in genere e dell’indebita percezione di prestazioni assistenziali erogate dallo Stato.