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Ancona

Crac Banca Marche: il legale Canafoglia chiede di «aprire un nuovo processo»

Nell'Aula del Tribunale di Ancona i pm hanno presentato la richiesta di pene per i 13 imputati nel crac di Banca delle Marche

ANCONA – «Aprire un processo» anche per «chi» avrebbe «contribuito ad aggravare il dissesto di Banca Marche, contribuendo a portarla allo stato di insolvenza, presupposto della dichiarazione di fallimento della banca». È la richiesta avanzata ieri – 26 settembre – nell’Aula del Tribunale di Ancona dall’avvocato Corrado Canafoglia, difensore di parte civile di 3mila tra risparmiatori e azionisti dell’istituto di credito marchigiano fallito. I pm della Procura ieri hanno chiesto per i 13 imputati (ex vertici Banca Marche e della controllata Medioleasing) pene da 6 anni e 6 mesi a 13 anni e 6 mesi.

Il legale ha chiesto che gli atti siano trasmessi alla Procura per l’apertura di un fascicolo «nei confronti di Luciano Goffi, direttore generale di Banche Marche fino al commissariamento e successivamente amministratore delegato della Nuova Banca Marche, per presunto aggravamento dello stato di insolvenza; per Bruno Inzitari, Federico Terrinoni e Giuseppe Feliziani, commissari, per presunto aggravamento dello stato di insolvenza e all’operazione di cessioni di crediti; per Andrea Munari e/o del soggetto che ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e/o di responsabile legale di Credito Fondiario – Fonspa in merito all’operazione della chiusura del prestito Ela e all’operazione Flaminia».

Secondo il legale «tutti» avrebbero «aggravato il dissesto della banca, contribuendo a portarlo allo stato di insolvenza presupposto della dichiarazione di fallimento della banca, posto che i finanziamenti oggetto dei capi di imputazione ammontano a 400 milioni circa mentre l’ammontare del passivo di Banca Marche ammonta a 3 miliardi e 372mila euro, maturato quanto meno in buona parte successivamente alla gestione attribuibile agli attuali imputati».