Banca Marche, problemi negli indennizzi. Unione Nazionale Consumatori: «Qualcosa non quadra»

Sono più di 60 i rilievi che le associazioni dei consumatori hanno sottoposto al Consap, ente gestore della piattaforma dove le vittime dei crack bancari presentano le istanze, durante l'incontro il vertice avvenuto a Roma

Banca Marche

ANCONA – Difficoltà nel caricare i documenti e problematiche interpretative. Sono più di 60 i rilievi che le associazioni nazionali dei consumatori hanno sottoposto al Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), l’ente gestore delle domande per gli indennizzi delle vittime dei crack bancari, durante l’incontro del 16 settembre a Roma. Al vertice ha partecipato l’Unione Nazionale Consumatori, rappresentata dai legali Corrado Canafoglia, Carlo Canafoglia e Elisa Pellegrini (l’associazione assiste 3300 truffati nella vicenda Banca Marche).

Disagi nella presentazione delle istanze che stanno rendendo le procedure di caricamento nella piattaforma un vero e proprio “rebus”. Tra le difficoltà interpretative evidenziate dalle associazioni, c’è la questione dell’autentica delle deleghe, se vada effettuata o meno, mentre nelle successioni il rompicapo che attanaglia associazioni e vittime dei crack bancari è capire se vada indicato il reddito della persona deceduta o piuttosto degli eredi. Insomma «una serie di problemi pratici che rendono la gestione difficile», spiega il legale di Unione Nazionale Consumatori, Corrado Canafoglia.

«Un altro problema è rappresentato dall’atteggiamento anomale tenuto da alcuni istituti bancari – sottolinea l’avvocato Canafoglia -. Alcune banche stanno ritardando la consegna dei documenti che attestano il possesso delle azioni, fondamentali per accedere al Fondo Indennizzo, e peggio ancora altre si stanno offrendo per aiutare i clienti. C’è qualcosa che non quadra. Poi il sito cambia in continuazione».

Corrado Canafoglia

Quattro ore di incontro serrato, a Roma, dalle quali è emersa forte la necessità di prorogare di 30-60 giorni il termine per la consegna delle domande. «A quasi un mese dall’avvio delle procedure per la presentazione delle istanze il sito non funziona ancora a regime e i risparmiatori sono in difficoltà – precisa il legale -. Serve una proroga che non dipende però da Consap, bensì dal mondo politico». Il via alla presentazione delle domande sulla piattaforma, il 21 agosto scorso con termine previsto entro 6 mesi (febbraio 2020).

Le associazioni dei consumatori e Consap si sono lasciate con la promessa di incontrasi nuovamente, la data non è ancora stata fissata, ma già tra una decina di giorni potrebbe essere definito un nuovo vertice. Il legale è comunque soddisfatto dell’incontro che definisce molto proficuo e collaborativo:

«Siamo riusciti a far emergere le difficoltà per i singoli risparmiatori nella presentazione delle pratiche – spiega-. Non era questo lo spirito del Fondo, occorre un intervento radicale che vada a eliminare i lacci e le insidie presenti. In un momento di caos come questo, speriamo che la politica faccia il proprio ruolo e metta in campo qualche provvedimento».

«La Regione Marche ha pagato un caro prezzo per i default bancari – prosegue il legale -, in particolare quello di Banca Marche che presenta numeri pesanti: 44mila azionisti per un buco di circa 1miliardo e mezzo di euro volatilizzati. A questi vanno aggiunti gli azionisti di Veneto Banca, Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza, presenti nel territorio marchigiano, per capire le reali dimensioni del danno subito dai nostri corregionali. Con il Fondo, si sono riportati 400milioni di euro nelle Marche, ma gli azionisti per riaverli dovranno presentare la domanda. L’unico consiglio pratico – conclude Canafoglia – è quello di mantenere i nervi saldi e attendere gli ultimi incontri con Consap per superare le evidenti difficoltà oggi presenti nella procedura telematica».
Sta monitorando la situazione anche il deputato osimano Paolo Giuliodori, che ha seguito la vicenda nei suoi sviluppi, stando vicino ai risparmiatori marchigiani azzerati.
«Mi sono già attivato – spiega – per chiedere un incontro al Mef (Ministero Economia e Finanze), in modo da chiarire le cause di questi problemi e risolvere tutto quanto prima. Premerò anche affinché sia organizzato al più presto un tavolo di confronto con Consap».
Paolo Giuliodori

Intanto come prima cosa il deputato fa sapere che chiederà al Mef una «proroga di 60-90 giorni» sui termini per la presentazione delle domande di rimborso. «Non è giusto – conclude – che i risparmiatori, già coinvolti in una vicenda assurda, debbano pagare le inefficienze del sistema».

Intanto il 23 settembre il processo per il crack Banca Marche entrerà nel vivo con la prima testimonianza davanti il Tribunale penale di Ancona: ad essere ascoltato sarà l’ex direttore generale Luciano Goffi.