Auto estere rubate e ripulite, controlli serrati della Polizia Stradale

Tra il 2017 e i primi 6 mesi del 2018 i poliziotti hanno riscontrato irregolarità e incongruenze nella documentazione in 67 casi. Il Compartimento delle Marche invita a prestare attenzione alle offerte molto vantaggiose e a rivolgersi a venditori affermati sul mercato

Foto Ufficio Stampa Questura di Ancona

ANCONA – Stanno proseguendo i controlli a tappeto avviati su scala nazionale dalla Polizia Stradale alcuni mesi fa. Un’attività preventiva che vede in azione un pool di esperti del Compartimento delle Marche in collaborazione con la Motorizzazione civile. Controlli più serrati, scaturiti sia per tutelare gli ignari acquirenti sia in seguito all’esito delle verifiche effettuate nel 2016 nelle Marche dalla Stradale che avevano portato al sequestro di 6 auto e alla denuncia di 6 persone per riciclaggio. Tra il 2017 e i primi 6 mesi del 2018, gli agenti del Compartimento di Polizia Stradale delle Marche hanno controllato 3.162 fascicoli di immatricolazione di veicoli provenienti dall’estero, riscontrando in 67 casi una serie di irregolarità e incongruenze nella documentazione sulle quali sono in corso indagini anche da parte della Procura. Sequestrati 2 veicoli per appropriazione indebita e utilizzo di falsa documentazione.

Sono numerosi gli automobilisti che acquistano auto estere per il prezzo apparentemente vantaggioso e a volte molto al di sotto di quello di mercato, ma, «dietro queste offerte eccessivamente vantaggiose si potrebbero celare delle truffe, con il rischio di perdita dell’autovettura e del denaro versato», mette in guardia la Polizia Stradale delle Marche in una nota dove invita a procedere con cautela nell’acquisto di un veicolo, rivolgendosi a venditori affermati sul mercato. Massima attenzione va riservata agli acquisti in rete, dove le truffe sono spesso dietro l’angolo, per cui occorre verificare bene la documentazione che viene fornita. «Ogni passaggio può essere affrontato, in maniera più agevole, con l’ausilio di studi di consulenza automobilistica autorizzati – prosegue la nota – . In caso di sospetti circa l’illegittima provenienza del veicolo, ci si potrà rivolgere senza indugio alla Polizia Stradale».

Sono moltissime le pratiche al vaglio degli investigatori dalle quali stanno emergendo tecniche truffaldine utilizzate dalle organizzazioni criminali. Il lavoro degli operatori delle squadre di Polizia Giudiziaria è altamente professionale, non si limita alla semplice verifica documentale ma anche ad ogni anomalia riguardante i dati identificativi. Spesso si tratta infatti di veicoli rubati o appropriati indebitamente in Italia o all’estero i cui dati identificativi vengono abilmente alterati ricalcando quelli di veicoli circolanti in altri Paesi, da cui solitamente provengono i documenti di circolazione utilizzati per l’immatricolazione. Altre volte invece, per rendere irriconoscibile l’identità del veicolo, vengono utilizzati documenti rubati in bianco. La tecnica truffaldina impiegata è quella di realizzare un clone: la vettura circola contestualmente in due paesi, e organizzazioni criminali specializzate si occupano di tutto, dal procacciamento del veicolo all’alterazione dei dati, alla  fornitura dei documenti per il restyling totale del veicolo. Talvolta invece una unica organizzazione gestisce tutto il riciclaggio.

Nel 2017 di tutti i veicoli di provenienza estera immatricolati in Italia, il 44% proveniva dalla Germania, il 20% dalla Spagna e circa il 10% dalla Francia. I tre paesi insieme rappresentavano il 74% delle pratiche di nazionalizzazione richieste in Italia. Nel 2018 invece il 43% proveniva dalla Germania, il 27% dalla Spagna, il 10% dalla Francia incrementando la soglia delle immatricolazioni estere sino ad arrivare all’81%.