Ancona-Osimo

Autismo, una cinquantina l’anno le prime nuove diagnosi all’ospedale Salesi di Ancona. Telemedicina la nuova frontiera

Nella Giornata per la consapevolezza dell'autismo, il primario della struttura operativa dipartimentale di neuropsichiatria Infantile Carla Marini e la neuropsichiatra Silvia Cappanera fanno il punto sul disturbo la cui incidenza è in incremento

Ospedale Salesi di Ancona

ANCONA – Sono una cinquantina l’anno le prime nuove diagnosi di Disturbo dello spettro autistico all’ospedale Salesi di Ancona. A fornire il dato è la dottoressa Carla Marini, direttore della struttura operativa dipartimentale di neuropsichiatria Infantile del nosocomio materno infantile dorico, nella Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. «L’incidenza del Disturbo dello spettro autistico è aumentata rispetto al passato – evidenzia il primario -, c’è una maggiore attenzione alla malattia da parte delle famiglie, favorita da una maggiore divulgazione sull’argomento, e anche più paura: a volte in ambulatorio arrivano richieste di diagnosi non supportate da quadri clinici».

L’autismo è un disturbo del neuro sviluppo su base organica, che coinvolge l’ambito della comunicazione verbale, quindi il linguaggio, e non verbale, ovvero la relazione con l’estraneo. «Il focus è sulla diagnosi precoce – spiega la dottoressa Silvia Cappanera, neuropsichiatra infantile che coordina il servizio Disturbi del Neurosviluppo del Salesi di Ancona -, perché l’intervento precoce può modificare il decorso clinico».

La diagnosi, che prevede indagini strumentali e anche genetiche, avviene generalmente attorno ai tre anni di età, ma già verso i due anni i bambini possono mostrare i primi segni dello spettro autistico.  I bambini non sviluppano il linguaggio o lo sviluppano in ritardo, non guardano negli occhi, mostrano stereotipe nei comportamenti, tendono all’abitudine e faticano a relazionarsi con gli estranei. Possono presentare delle bizzarrie nel comportamento avere un interesse per certe attività selettive e peculiari come ad esempio le pale di un ventilatore.

«Il Disturbo dello spettro autistico avviene sempre più spesso in epoca congrua rispetto al passato – spiega la dottoressa Marini -, lo spettro autistico contempla una serie di quadri eterogenei della patologia: si va dalla disabilità severa, con comorbidità come la disabilità cognitiva, a quadri in cui la compromissione dell’aspetto comunicativo-relazionale è più lieve. Difficile prevederne l’evoluzione, dipende dall’età della diagnosi e da quanto precocemente viene intrapreso il percorso riabilitativo, ma certamente più precoce è la presa in carico, e meno impattante sarà l’evoluzione: non si guarisce, ma nel disturbo in forma lieve si riesce a compensare».

Come ha impattato la pandemia? «Ha inciso su vari fronti – aggiunge Cappanera -: sia limitando l’accesso ai servizi ospedalieri, dunque ostacolando la diagnosi precoce, sia sulle famiglie che hanno vissuto il disagio legato alla costrizione nel domicilio. Si tratta di bambini molto sensibili alle abitudini e all’iter terapeutico, per cui hanno vissuto le costrizioni e le restrizioni con maggiore sofferenza rispetto agli altri».

La dottoressa Marini spiega che durante la pandemia si è puntato sulla telemedicina, vista l’impossibilità per le famiglie e per i bambini affetti dal disturbo di poter accedere facilmente all’ospedale. «Abbiamo cercato di stare vicino alle famiglie e di supportarle al massimo»: un intervento riservato soprattutto ai pazienti già in carico, ma anche ai nuovi casi, specie se da fuori regione.

Uno strumento importante che «utilizzeremo ancora» spiega, precisando che prima di una nuova diagnosi i video domiciliari possono essere di grande utilità per osservare il comportamento dei bambini nel contesto della loro quotidianità. Insomma una nuova frontiera, quella della telemedicina, che include anche la teleriabilitazione.

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Per quanto concerne il trattamento del disturbo le dottoresse fanno notare che dal punto di vista medico occorre individuare la causa organica alla base della malattia, mentre per quanto riguarda la riabilitazione si impiega il metodo Aba, il metodo evolutivo e si sta affermando anche il metodo Denver.

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