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Ancona

Authority, c’è l’ok della Camera alla nomina di Africano

Nel pomeriggio la Camera ha dato l'ok ad Africano: su 35 parlamentari presenti, 22 sono stati i voti a favore, 7 i contrari e 6 gli astenuti. Le reazioni di 5 Stelle, Lega e Pd

Una veduta del porto di Ancona

ANCONA – La Commissione Trasporti alla Camera ha votato a favore della nomina di Matteo Africano alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Su 35 parlamentari presenti, 22 sono stati i voti a favore, 7 i contrari e 6 gli astenuti. A darne comunicazione sono le deputate marchigiane del M5s Patrizia Terzoni e Mirella Emiliozzi. A votare contro il Pd, mentre le astensioni hanno riguardato i deputati della Lega. Nella giornata di ieri la commissione del Senato aveva invece bocciato l’ipotesi Africano alla guida dell’Authority. Ora toccherà al ministro delle Infrastrutture tirare le somme.

«Confidiamo che il Ministro Giovannini vada avanti per il bene del territorio coerentemente con quanto da lui concordato e inteso con i due Presidenti di Regione Marche ed Abruzzo» dichiarano le due deputate pentastellate.

Patrizia Terzoni, deputata M5s

Terzoni ed Emiliozzi spiegano che «Matteo Africano è un tecnico competente e preparato: gli anni passati in una realtà portuale importante come Civitavecchia parlano per lui. La proposta del ministro Giovannini aveva trovato ampia condivisione sul territorio da parte delle diverse forze politiche. Con l’eccezione del Pd, che non pago delle recenti sconfitte elettorali continua ad agire in sfregio ai cittadini marchigiani, confermando un interesse alle dinamiche del territorio pressoché nullo, la convergenza su Africano era molto larga. Purtroppo però la Lega a livello nazionale se ne infischia altamente di ciò che fanno o decidono i suoi rappresentanti a livello locale. Il numero uno della Lega nella regione Marchetti viene scavalcato a destra e a mancina dai parlamentari del suo partito, troppo impegnati a portare avanti la piccola guerriglia di consenso tutta interna al Centrodestra con Fratelli d’Italia».

Mirella Emiliozzi
Mirella Emiliozzi, deputata M5s

Le deputate definiscono «surreale quanto accaduto in questi giorni in Parlamento. L’Autorità portuale di Ancona è costretta a rimanere acefala a causa dei giochini politici di bassissimo profilo che, in diversa misura, hanno visto protagonisti Lega, Forza Italia, Pd». Le deputate attaccano poi Forza Italia, «che in un ramo del parlamento nega il suo ok e nell’altro lo dà, ma apprezziamo il loro approfondimento e cambio di posizione per consentire una discontinuità con il passato. Al solito, per questi partiti la situazione è sempre grave ma non seria: uno dei porti più importanti dell’Adriatico viene tenuto in stand by a causa di beghe di palazzo incomprensibili. Come M5s riteniamo che il territorio marchigiano meriti ben altro tipo di attenzione. Siamo stati gli unici a far prevalere buon senso e concretezza su questo fronte: evidentemente per le altre forze politiche è più importante farsi lo sgambetto l’una con l’altra che risolvere i problemi in una regione come le Marche».

Riccardo Marchetti

La Lega, dal canto suo, per voce del commissario regionale Riccardo Augusto Marchetti, spiega che «la figura del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Ancona è centrale per il rilancio dell’economia e del turismo delle Marche pertanto come Lega riteniamo opportuno che vengano fatte tutte le opportune valutazioni prima di avallare la nomina».  Il commissario della Lega precisa di aver incontrato Africano, e che «l’impressione è stata positiva, ma da approfondimenti sono emerse alcune incongruenze, che siamo sicuri l’Ingegner Africano saprà chiarire. L’astensione della Lega alle votazioni nelle Commissioni Trasporti di Senato e Camera, è conseguente ad aspetti controversi venuti alla luce, si tratta di un passo indietro che ci siamo trovati costretti a fare in considerazione del patto di lealtà e fiducia che abbiamo con i marchigiani, e che non abbiamo alcuna intenzione di tradire».

«Sin dall’insediamento del nuovo governo regionale – prosegue -, abbiamo garantito ai marchigiani che li avremmo tutelati e che ogni decisione sarebbe stata presa con l’unica priorità di far rinascere questa terra dopo anni di rovinosa gestione del Pd, la nostra posizione nei riguardi di Africano non è contraria, ma prima di esprimere voto favorevole, riteniamo opportuno attendere i chiarimenti che siamo sicuri l’Ingegnere saprà fornire. In gioco c’è il futuro dell’economia delle Marche, non possiamo permetterci errori».

Maurizio Mangialardi, capogruppo del Pd

Il Pd marchigiano è invece fermo nella sua posizione di contrarietà alla nomina di Africano. Il capogruppo dei dem Maurizio Mangialardi afferma che è «necessario un nuovo nome capace di rappresentare davvero gli interessi del territorio». «Al momento – prosegue -, l’unica certezza che abbiamo è la sconfitta su tutta la linea del presidente Acquaroli, che eseguendo pedissequamente gli ordini impartitigli dalla segreteria nazionale di Fratelli d’Italia ha ostinatamente scelto di porre fine al percorso di crescita maturato nel corso degli ultimi anni per arrivare a un disastroso nulla di fatto che lascia l’Authority priva di guida proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario avere una dirigenza pienamente operativa, capace di cogliere le opportunità e le risorse messe a disposizione dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza».

«Comprendiamo . concluda – che il presidente si senta ora frastornato dai giochi di potere della destra romana, di cui continua a essere drammaticamente ostaggio, ma gli chiediamo un sussulto di autorevolezza: lasci perdere la Meloni e Salvini, e apra un serio confronto con il mondo economico locale per una nuova candidatura legata agli interessi delle Marche. Ne gioverà anche la sua immagine».