Auchan-Conad, cresce la preoccupazione per gli esuberi. Nasce Margherita Distribuzione

Nella nuova ragione sociale, istituita il 29 ottobre scorso, sono confluiti i punti vendita Auchan rilevati dal nuovo marchio e non ancora passati in azienda. La vertenza prosegue e il 20 novembre potrebbe esserci un nuovo tavolo di confronto al Mise

Conad

ANCONA – Ancora incerto il futuro occupazionale dei lavoratori del gruppo Auchan-Sma dopo l’acquisizione da parte di Conad sancita con il closing finanziario del 31 luglio scorso. Nonostante le trattative portate avanti con forza e determinazione dalle parti sindacali e una serie di tavoli di confronto al Mise, la situazione ancora è piuttosto nebulosa.

Il 29 ottobre, il giorno prima dello sciopero nazionale indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, con tanto di presidio davanti al Ministero per lo Sviluppo Economico, tutte le attività che in Italia facevano capo ad Auchan hanno assunto una nuova ragione sociale, quella di Margherita Distribuzione e dal 1 gennaio 2020 anche Sma vi confluirà. Una “margherita” che i lavoratori sperano non nasconda qualche spina.

In pratica sotto la nuova denominazione verranno gestiti i punti vendita che non sono ancora passati in Conad, il personale delle sedi e quello dei depositi. Grande è la preoccupazione per questi ultimi dal momento che Conad non ha ancora annunciato quale sarà il loro destino, anche se un dato è certo, mano a mano che i negozi cambiano insegna i magazzini che prima servivano i punti vendita a marchio Auchan e Sma potrebbero ritrovarsi svuotati e non avere più entrate ma solamente costi.

Nelle Marche è forte la preoccupazione per il deposito Xpo di Osimo dove lavorano 101 persone e c’è già un calo di fatturato dovuto al passaggio graduale dei negozi in Conad. Ma c’è molto timore anche fra i lavoratori della sede che si trovano al primo piano dell’Auchan in via Scataglini ad Ancona.

Proprio ieri (11 novembre) si è tenuta una assemblea sindacale dei dipendenti dell’ipermercato Auchan di Ancona dove si è affrontata la spinosa questione degli esuberi, che stando a quanto dichiarato da Conad nel corso dell’ultimo incontro al Mise (il 30 ottobre) ammonterebbero a 3105 in tutta Italia. Inoltre stando a quanto avrebbe riferito Conad, gli esuberi riguarderebbero anche il personale delle sedi e dei depositi come quello di Osimo, dove la quota dei dipendenti sarebbe in eccesso, anche perché l’azienda aveva già fatto sapere che si sarebbe rivolta ai suoi depositi di Forli e Monsampolo.

Conad avrebbe dichiarato di voler premere l’acceleratore sulla riconversione della rete in modo da ridurre i costi, ma i 1500 lavoratori marchigiani sono preoccupati e non vedono ancora garanzie per il loro futuro occupazionale. Il timore è che per il personale delle sedi e per quello dei depositi già da gennaio si possano aprire le procedure per la mobilità.

Il 29 gennaio l’ipermercato Auchan di Ancona chiuderà i battenti fino al 13 febbraio per lavori di adeguamento e ristrutturazione dovuti al cambio di insegna che potrebbero comportare una riduzione della superficie del punto vendita, con la cessione degli spazi inutilizzati ad altre attività non alimentari.

Intanto a Roma ha tagliato il nastro proprio in questi giorni il primo ipermercato Auchan trasformato in Conad che ha issato la nuova insegna che molto probabilmente potrebbe essere la stessa utilizzata anche ad Ancona, ovvero Spazio Conad. Il 20 novembre potrebbe esserci un nuovo incontro al Mise anche se la data al momento non è stata ancora ufficializzata.