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Assegno unico per i figli, cos’è e a chi spetta

Il nuovo sostegno andrà a concentrare in una unica soluzione gli aiuti previsti per le famiglie e spetterà anche ai lavoratori autonomi, liberi professionisti e disoccupati

ANCONA – Arriverà nelle tasche delle famiglie a partire dal 1 luglio 2021 l’assegno unico universale per i figli fino a 21 anni di età. Un sostegno che andrà a concentrare in una unica soluzione gli aiuti previsti per le famiglie come assegni, bonus e detrazioni.

In pratica «verrà corrisposto un assegno mensile o un credito di imposta per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza al 18esimo anno di età che sarà maggiorato dal secondo figlio in poi» spiega Francesca Donati, del Centro Studi dei Consulenti del Lavoro di Ancona.

Potrà essere erogato, prosegue, «un assegno ridotto della metà anche per figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni a condizione che questi siano iscritti all’università, a corsi di formazione professionale, svolgano un tirocinio o un lavoro con corresponsione di reddito basso, o siano iscritti come disoccupati e in cerca di lavoro presso i centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro».

L’assegno sarà maggiorato «da un minimo del 30% ad un massimo del 50% per ciascun figlio con disabilità, e sarà possibile – afferma – una diversificazione dell’importo anche in base alla percentuale di disabilità». L’importo potrà raggiungere al massimo i 250 euro al mese e si ridurrà progressivamente sulla base dell’Isee familiare.

FIGLI DI GENITORI SEPARATI
«L’assegno sarà ripartito in pari misura tra i genitori, in mancanza dei quali sarà assegnato a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione l’assegno spetta al genitore affidatario; in caso di affido congiunto sarà ripartito in pari misura tra i genitori» spiega.

Ma quali sono i requisiti per richiederlo e a chi spetta?
Per chiedere l’assegno occorre essere cittadini italiani o europei o extra-europei ma in possesso di permesso di soggiorno, essere soggetti al pagamento dell’Irpef, essere residenti o domiciliati con figli a carico in Italia, oppure essere o essere stati residenti in Italia per almeno 2 anni, o avere un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato di durata almeno biennale. A differenza del passato l’assegno spetterà non solo ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche ad autonomi, liberi professionisti e disoccupati.

Come viene liquidato?
Può essere liquidato come credito d’imposta o come somma mensile ed è cumulabile sia col reddito di cittadinanza sia con la pensione di cittadinanza. Inoltre è compatibile anche con eventuali misure erogate dalle Regioni e dagli enti locali.

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