Artigiano scomparso, proseguono le indagini. È mistero. Il datore di lavoro: «Una persona benvoluta e serena»

Così Claudio Carini, amministratore della Lafer, descrive Gian Paolo Bertuzzi. L'uomo effettuava manutenzione ai macchinari per l'azienda di Piacenza. Intanto la Questura di Ancona non trascura alcun elemento e indaga a 360 gradi. Sospese le ricerche in mare

Gian Paolo Bertuzzi

ANCONA – Ancora nessuna traccia di Gian Paolo Bertuzzi, l’artigiano scomparso il 31 maggio scorso da Settima in provincia di Piacenza. Ieri, mercoledì 5, era stata ritrovata la sua auto, un pick-up verde, al Mandracchio di Ancona. All’interno un coltello insanguinato. Una delle ruote posteriori forata. Da quel momento erano partite le ricerche, soprattutto in mare. Oggi invece si indaga su più fronti.

L’uomo, lavoratore autonomo, si occupava della manutenzione di macchinari industriali e pedane idrauliche per aziende di meccanica della zona di Piacenza, tra le quali anche la Lafer, azienda che produce rivestimenti per utensili, stampi e componenti. «Una persona molto ben voluta, serena e cordiale, un gran lavoratore – spiega Claudio Carini, amministratore della Lafer – La nostra speranza è che venga ritrovato al più presto e che possa ritornare al suo lavoro».

L’uomo però sembra essere scomparso nel nulla e si infittisce sempre di più il mistero. Non risultano infatti problemi coniugali o familiari e anche al lavoro Bertuzzi non ha mai manifestato problemi personali che potessero far sospettare l’ipotesi di un allontanamento volontario né di un gesto estremo.

La Isuzu dell’artigiano ritrovata al Mandracchio di Ancona

Sta di fatto che l’artigiano è stato immortalato dalle telecamere al casello autostradale di Piacenza alle 1330 del 31 maggio. Il suo viaggio è proseguito fino a Rimini dov’è uscito alle 15,30.

Prima di prendere l’autostrada a bordo del suo pick-up verde Isuzu, Bertuzzi aveva chiamato la moglie al telefono intorno alle 13 per avvisarla che sarebbe rientrato a casa più tardi del previsto e che non sarebbe arrivato prima delle 13.30, invece proprio a quell’ora l’ingresso in autostrada. L’ultimo ad averlo visto un impiegato della banca dove l’uomo si era recato per prelevare 4 mila euro in contante.

La Nissan verde dell’artigiano ritrovata al Mandracchio di Ancona

Ieri (5 giugno) il ritrovamento del pick-up al porto di Ancona. Il mezzo era parcheggiato vicino alla banchina del Mandracchio, nell’area antistante al Mercato Ittico. Le chiavi ancora inserite e all’interno un coltello con la lama laterale sporca di sangue. Secondo alcune indiscrezioni la macchina sarebbe stata notata già da sabato 1 giugno, poi vedendo che era ferma da più giorni nello stesso posto e con lo pneumatico a terra, la segnalazione alla polizia nella mattinata di ieri (5 giugno).

Della vicenda si è occupata anche la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto” che è tornata sul caso ieri sera (5 giugno). Intanto proseguono le indagini coordinate dalla Questura di Ancona che sta analizzando i tabulati telefonici, immagini e filmati catturati dalle telecamere autostradali. Il sangue presente sul coltello è stato sottoposto ad analisi per accertare anche se si tratti di sangue umano, ma occorreranno un decina di giorni per avere gli esiti. Delle indagini si sta occupando la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica.

Le ricerche in mare

Il mistero si infittisce sempre di più anche la zona dove è stata ritrovata l’auto è vicina al posto dove si fa il biglietto per l’imbarco per Grecia, Croazia, Albania e anche altre destinazioni. E ciò potrebbe far supporre l’ipotesi di un allontanamento volontario così come l’uscita a Rimini per arrivare poi ad Ancona.
Forse un tentativo per depistare le ricerche? Ancora non c’è nulla di concreto se non il fatto che di Bertuzzi non c’è traccia.

Gli uomini del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo

Sospese invece le ricerche in mare che hanno dato esito negativo. I sommozzatori della Guardia di Finanza hanno cercato nello specchio d’acqua antistante al luogo del ritrovamento dell’auto, mentre nel pomeriggio di ieri le ricerche sono state condotte dal nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Teramo (sette unità) cin collaborazione con tre specialisti nautici del comando dei Vvf di Ancona. In supporto la Guardia Costiera di Ancona. I sub anno scandagliato il fondale per oltre un’ora, poi è stato utilizzato un sonar Gps. Intorno alle 18 le ricerche in mare erano state sospese.