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Ancona

Ancona, mobilitazione di associazioni e cittadini in solidarietà ai migranti – VIDEO

La nave Ocean Viking con i 37 migranti a bordo è arrivata al porto di Ancona. Infreddoliti e provati dal viaggio i naufraghi sono stati trasferiti nelle strutture di accoglienza

ANCONA – Sono stati i sanitari i primi a salire a bordo della Ocean Viking attraccata al porto di Ancona alle 21:05 di ieri sera con a bordo 37 naufraghi salvati al largo della Libia, tra i quali anche 12 minori non accompagnati. Dopo un viaggio di oltre 1.000 chilometri la nave umanitaria della Ong Sos Mediterranee è arrivata alla banchina 22 dove è stato allestito un punto di prima accoglienza con moduli riscaldati per gli accertamenti sanitari, la distribuzione di cibo e bevande e il censimento dei migranti.

Il video

I sanitari vestiti con le tute bianche, hanno sottoposto i naufraghi a test per escludere una eventuale positività al Covid, tamponi risultati negativi. Infreddoliti e provati dal lungo viaggio, i migranti sono stati fatti scendere a terra in gruppi di tre persone per essere trasferiti nei moduli al caldo, proprio di fronte alla nave, dove sono stati sottoposti ai primi accertamenti medici e rifocillati. Qualcuno era avvolto in coperte al momento della discesa dall’imbarcazione.

Nell’area allestita dalla Protezione civile regionale, su disposizione della Prefettura di Ancona che ha coordinato tutte le operazioni di accoglienza, i naufraghi sono stati censiti ed identificati, dopo di che sono stati trasferiti nelle strutture di accoglienza: i 12 minori, dai 14 anni in su, in un ex albergo messo a disposizione dalla Caritas di Senigallia, mentre i 25 migranti adulti sono stati trasportati anche loro in pullman in strutture di accoglienza dislocate nelle cinque province marchigiane.

Il prefetto di Ancona Darco Pellos, presente in banchina per vigilare sulle operazioni di accoglienza, ha spiegato dopo che «i medici sono saliti a bordo della Ocean Viking» che «è tutto tranquillo e sereno». Sul fatto che quello di ieri per la città di Ancona è stato il primo sbarco di una nave con a bordo migranti, dopo che le autorità governative hanno destinato le due navi umanitarie (Ocean Viking e Geo Barents) proprio allo scalo dorico, il prefetto ha aggiunto «rispettiamo le leggi e le disposizioni».

«È importante essere presenti in un momento in cui trovano un primo approdo persone che hanno vissuto una vicenda drammatica», ha detto la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, anche lei presente sulla banchina 22. La prima cittadina parlando con i giornalisti ha ricordato l’approdo ad Ancona, nell’aprile del 2020, della nave Costa Magica con a bordo 130 persone affette da Covid: «La considerammo una questione importante, ma lo facemmo senza enfasi – ha detto – e anche allora, come oggi, ci concentrammo tutti sul fare ciò che era necessario».

Mancinelli è anche intervenuta sulle polemiche legate alla destinazione del natante al porto di Ancona piuttosto che ad uno scalo più vicino alle imbarcazioni umanitarie e a tal riguardo ha ribadito «io faccio il sindaco e sono impegnata anche per queste persone a fare quello che deve fare un’amministrazione comunale, cioè assicurare il massimo delle condizioni per loro. A me del teatrino della politica non me ne frega niente».

Alla domanda su cosa ne pensasse del fatto che i migranti sono stati fatti sbarcare nelle città amministrate dal centrosinistra, Valeria Mancinelli ha risposto: «Io non sono appassionata a polemiche di questo tipo, è probabile che ci siano anche sfumature, giochi politici, non lo so, ma non mi interessa particolarmente. Non mi pare un grandissimo problema, ognuno è adulto e può valutare come crede». Inoltre, ha aggiunto: «Se è un modo per alleggerire i porti delle città del sud, ben venga, non è che gli sbarchi vanno bene solo da Pescara in giù».

Con l’arrivo ad Ancona anche di 110 migranti, altri 73 sono attesi tra oggi e domani a bordo della Geo Barents, Mancinelli ha commentato «è un fatto straordinario, ma non casca il mondo. Migranti arrivati in altri porti sono stati mandati qui. La città di Ancona, non solo il Comune, ospita al momento 400 richiedenti asilo» ha ricordato, ringraziando il prefetto di Ancona, Darco Pellos per il «lavoro straordinario». Infine ha rimarcato che «non c’è coincidenza tra il luogo di sbarco e quello di destinazione, l’accoglienza viene distribuita a livello nazionale, dove ci sono posti disponibili, magari a Prato piuttosto che a Fossombrone e ad Ancona» sottolineando che «c’è un problema serio di carenza di posti sul piano nazionale».

Emanuele Bajo
Emanuele Bajo

Ingente il dispiegamento di forze in campo per l’accoglienza al porto di Ancona: in banchina erano presenti gli operatori della Croce Rossa, con infermieri e tre medici. Il delegato per l’emergenza della Croce Rossa Emanuele Bajo, ha spiegato che il ruolo della Cri nella prima accoglienza è consistito anche nell’assistenza ai migranti hai quali hanno fornito «coperte, qualche biscotto, qualcosa da bere, giusto per scaldarsi dopo il viaggio. Il nostro ruolo continuerà anche nel fornire un’informazioni per dare supporto nel caso di ricongiungimenti familiari o altre attività. Siamo qui a supporto della Prefettura».

Schierati in banchina anche gli operatori della Protezione civile regionale con l’assessore Stefano Aguzzi e il direttore Stefano Stefoni, i funzionari della Prefettura, poi guardia costiera, guardia di finanza, polizia, vigili del fuoco, associazioni dei carabinieri, mentre in mare erano presenti i motoscafi dei vigili del fuoco del Nucleo Saf.

Il sit-in in piazza della Repubblica

Parallelamente all’arrivo dei naufraghi al porto di Ancona si è tenuto un sit-in in piazza della Repubblica, di fronte al Teatro delle Muse, all’imbocco del porto. Qui c’erano centri sociali, Ambasciata dei diritti, associazioni e movimenti giunti da diverse zone delle Marche, insieme a semplici cittadini i quali hanno voluto così «manifestare solidarietà» ai migranti in arrivo come ha detto Nicola Mancini dei centri sociali di Senigallia, e per dire «basta alla propaganda politica sulla pelle dei migranti, degli sfruttati e di chi già vive situazioni tragiche». Una costola dei manifestanti che si sono mossi in corteo lungo via XXIX Settembre, ha raggiunto l’ingresso della nuova darsena di fronte alla banchina 22, dove ha apposto degli striscioni di protesta.

L’Ambasciata dei Diritti per voce dell’attivista Carlo Bettini ha fatto sapere che «la decisione del governo di far fare quattro giorni di navigazione a persone che scappano ‘dall’inferno libico’ non è altro che l’ennesimo sopruso ai danni dei più deboli». L’obiettivo della mobilitazione, ha sottolineato è stato anche quello di «sostenere l’operato delle Ong. Bisogna ricordare che dovrebbero essere gli stati europei a creare strumenti di soccorso e accoglienza».

Alla manifestazione si sono uniti anche i Friday For Future, che dopo aver manifestato davanti al Tribunale di Ancona, hanno raggiunto piazza della Repubblica. «La nostra solidarietà va alle persone migranti costrette ad arrivare fino ad Ancona. La Ocean Viking e la Geo Barents hanno più volte chiesto al governo di poter attraccare nel porto più vicino, come prevede il diritto del mare – ha affermato Oiza, attivista dei Friday For Future di Ancona – , ricevendo risposta negativa. La criminalizzazione delle Ong è ormai nota, e ne è la prova l’ultimo decreto che, ancora una volta si scaglia contro le persone migranti, viste come un fardello, e non come esseri umani».

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