Ancona, blitz della polizia in Comune. Cinque arresti per corruzione, 30 indagati. Perquisito l’ufficio dell’assessore

Nei guai quattro imprenditori, ai domiciliari, e il dipendente comunale che si trova a Montacuto. Si tratta di un geometra del settore Lavori Pubblici e aveva messo in piedi un cartello di imprese "amiche". Nel mirino degli agenti lavori nei cimiteri, parcheggi e ai laghetti del Passetto

ANCONA – Aveva messo in piedi un cartello di imprese “amiche” Simone Bonci, il dipendente del Comune di Ancona, del settore Lavori Pubblici, arrestato questa mattina (7 novembre) all’interno del palazzo comunale, mentre era in servizio. Insieme a lui sono finiti nei guai 4 imprenditori edili, dei quali due di Ancona, uno abruzzese e un altro del fermano, che sono stati posti agli arresti domiciliari. Perquisito l’ufficio dell’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini e quelli dei dirigenti.

Ma la vicenda sembrerebbe molto più vasta, tanto che ci sono 30 indagati, la maggior parte dei quali sarebbero legati a vario titolo al comune. L’indagine investigativa, condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Ancona, guidati da Carlo Pinto, e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona (procuratori Dicuonzo e D’Agostino), ha portato ad una raffica di perquisizioni eseguite nelle prime ore della mattinata, in collaborazione con gli agenti della sezione i polizia giudiziaria della Polizia Locale di Ancona. I controlli a tappeto hanno interessato sia la sede del municipio sia le abitazioni degli indagati.

Il dipendente comunale finito in manette e recluso a Montacuto, è un geometra 40enne residente ad Ancona. A far scattare le indagini della polizia, nell’autunno dell’anno scorso, alcune segnalazioni relative ad alcune manutenzioni e anomalie su lavori eseguiti. L’accusa, per l’uomo e per i 4 imprenditori è quella di corruzione aggravata.

La polizia nel corso delle indagini si è avvalsa anche di telecamere nascoste che hanno ripreso un colloquio in codice tra il geometra e uno degli imprenditori arrestati (vedi video). Inoltre hanno immortalato il passaggio di mano di una videocamera “donata” al dipendente comunale finito a Montacuto. Durante un pedinamento gli agenti della Squadra Mobile hanno accertato la consegna nell’abitazione del geometra di accessori per la posa in opera di un bagno del valore di oltre 30mila euro.

Un momento della conferenza stampa sull’operazione che ha portato all’arresto di un dipendente del Comune di Ancona e di quattro imprenditori. Trenta gli indagati

«L’attività investigativa è stata molto articolata e complessa» ha dichiarato il capo della Squadra Mobile di Ancona, Carlo Pinto, che questa mattina in Questura ha illustrato i dettagli dell’operazione denominata “Ghost Jobs”. Un nome scelto non a caso dal momento che gli imprenditori coinvolti avevano eseguito una serie di lavori alcuni dei quali non sono stati mai completati e altri addirittura mai eseguiti. Si parla di lavori presso strutture pubbliche, cimiteri e addirittura ai giardini e al Passetto, parcheggi, per un giro di affari di decine di migliaia di euro.

Il meccanismo era quello delle aste a ribasso: in pratica il valore dei lavori eseguiti era di molto inferiore rispetto alla somma pubblica erogata. In cambio dell’invito ad eseguire i lavori, che il geometra affidava sempre alle stesse ditte “amiche”, il dipendente comunale riceveva tutta una serie di “favori” dagli imprenditori, tra i quali regali come telecamere, telefonini, droni, se non addirittura favori di importo più consistente come l’esecuzione di lavori nella sua abitazione privata.

Nel corso dell’indagine sono emerse anche altre posizioni, che vedono altre 30 persone, quasi tutte del Comune di Ancona, indagate per altri reati, fra i quali abuso d’ufficio, turbativa d’asta, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in atto pubblico, rifiuto di atti d’ufficio. Dieci di questi indagati sono sottoposti a perquisizione domiciliare. Perquisito l’ufficio dell’assessore Paolo Manarini.