Ancona-Osimo

Ancona, alimenti scaduti e due lavoratori in nero: multa da 40mila euro

L’Ufficio Igiene Alimenti ha verificato la non conformità delle condizioni igienico-sanitarie. Inoltre, non è stata rispettata la filiera produttiva del pesce fresco

ANCONA – Nei giorni scorsi, personale della polizia, del Gruppo del Comando provinciale della guardia di finanza di Ancona, della Polizia locale (Ufficio Commercio) e dell’Ufficio igiene alimenti dell’Azienda Sanitaria Territoriale, ha effettuato due controlli amministrativi, rispettivamente, nei quartieri Piano e Baraccola.
Nel servizio pomeridiano è stato sanzionato un esercizio commerciale per non aver emesso regolarmente scontrini fiscali. In particolare, nell’ambito di un’attività di osservazione, è stato controllato un utente che non aveva con sé lo scontrino fiscale, pur avendo acquistato dei prodotti alimentari nel locale commerciale. Il titolare del locale era già stato in passato artefice di analoga condotta. Il reato è stato quindi verbalizzato dai militari della Guardia di Finanza. Sono in corso, inoltre, opportuni accertamenti per verificare la correttezza delle licenze amministrative.

In serata è stato invece controllato un esercizio di ristorazione all’interno del quale è stata accertata la presenza di due lavoratori in nero ed altri due irregolari (con contratto a chiamata non registrato). Per questo motivo è stata data comunicazione all’Ispettorato del lavoro di Ancona per le successive valutazioni in tema di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi del Decreto Lgs n. 81/2008.
Nel corso dell’intervento, sono stati sequestrati 80 kg di prodotti alimentari (quali carne, pesce e spezie), scaduti e non tracciati. In cucina, inoltre, vi era una porta aperta che dava su un cortile, non munita di rete antizanzare, con bidoni destinati alla raccolta dei rifiuti, privi di apposite coperture, quindi a rischio di contaminazione. L’Ufficio Igiene Alimenti ha verificato la non conformità delle condizioni igienico-sanitarie, l’esistenza di numerosi prodotti privi di tracciabilità e la mancata applicazione del manuale haccp. Inoltre non è stata rispettata la filiera produttiva del pesce fresco il quale, prima di essere destinato al consumo, deve essere preventivamente controllato e bonificato, registrandone minuziosamente i riscontri in appositi registri. Questi ultimi erano mancanti e non vi era alcuna tracciabilità delle procedure adottate. Vi era inoltre carenza igienico -sanitaria anche per ciò che riguarda la lotta agli infestanti, risultata assente nonostante ne fosse stata dichiarata la presenza. Per questi motivi sono state elaborate delle prescrizioni che dovranno essere adottate dalla titolare dell’attività e sono stati elevati verbali per un importo di circa 40.000 euro.
I controlli interforze ai pubblici esercizi, come quelli in trattazione, sono rivolti a prevenire eventuali condotte pericolose per l’incolumità della salute pubblica, a tutela del mercato e delle attività che rispettano le regole disciplinanti il settore alimentare.

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