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Ancona

Acquaroli e Meloni ad Ancona: «Le Marche hanno molto di meno di quello che potrebbero avere»

Parte dal porto, luogo simbolo della città e centro propulsore del suo sviluppo, la campagna elettorale del candidato del centrodestra. In supporto la leader di Fratelli d'Italia

ANCONA – «C’è tanto senso di responsabilità per questa sfida importante che riguarda il futuro dei marchigiani. Dovremo sicuramente mettercela tutta in una campagna elettorale di ascolto che già abbiamo iniziato da tempo, per cercare di costruire una alternativa forte e credibile per la nostra regione». Sono le parole di Francesco Acquaroli, candidato alla presidenza della Regione a margine della conferenza stampa di presentazione ufficiale della sua candidatura alla quale è intervenuta la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Il deputato di Fratelli d’Italia inizia dal capoluogo, per tagliare il nastro della sua campagna elettorale, partendo dal cuore pulsante della città, dal suo motore di sviluppo, il porto dorico.

La conferenza stampa si è tenuta infatti, questa mattina, giovedì 25 giugno, sotto l’Arco di Traiano, vicino a Fincantieri. Una location scelta non a caso come hanno spiegato il coordinatore regionale Carlo Ciccioli e la stessa Giorgia Meloni, i quali hanno ricordato le origini dell’antico arco «costruito in memoria di un imperatore che aveva scelto di credere nello sviluppo della regione, come ci crediamo noi» ha dichiarato Meloni nell’evidenziare che «le Marche hanno molto di meno di quello che potrebbero avere».

In un excursus nel quale ha ripercorso i punti critici della Regione, dalla sanità, al lavoro, al turismo, con sisma e lacune infrastrutturali, Meloni ha sottolineato che «Francesco Acquaroli è un valore aggiunto perché è una persona che conosce questo territorio, che lo ama, che ha sempre privilegiato questa regione e la sua terra al suo percorso personale, e perché siamo portatori di una idea di sviluppo diversa per questa regione».

Da sinistra Carlo Ciccioli, Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli

Una candidatura, quella di Acquaroli lanciata da Meloni nel dicembre scorso, ma tenuta in sospeso dalla Lega fino a pochi giorni fa, quando alla fine, è arrivata la piena convergenza dal tavolo nazionale tra Salvini, Meloni e Berlusconi. Su questo la Meloni ha precisato però che la scelta dei candidati governatori del centrodestra sarebbe di fatto partita «da marzo» per concludersi la scorsa settimana, un tempo che ha definito «assolutamente ragionevole». «È normale che prima si facciano tutte le verifiche anche da parte degli altri partiti – ha spiegato – , l’ho fatto anche io che ho dovuto scegliere e dare il mio consenso a candidati che non conoscevo. Ed è stata normale anche la richiesta di ascoltare il territorio e di approfondire, mi pare che siamo perfettamente in tempo per fare un’ottima campagna elettorale e in molti casi, dove noi abbiamo tutti i candidati, dall’altra parte ancora non ci sono».

«Siamo qui per parlare di infrastrutture – ha detto Meloni – di quello che questa regione potrebbe avere e non ha, delle sue infrastrutture portuali, della sua capacità di combattere il dissesto idrogeologico, del turismo, perché non esiste un marchio Marche degno delle bellezze di questa regione. Veniamo a parlare di come si possa aiutare la piccola e media impresa, il manifatturiero, il Made in Italy, i nostri prodotti che qui sono una eccellenza straordinaria». La leader di Fratelli d’Italia ha parlato di una filiera di sviluppo da costruire lungo la dorsale adriatica fra Marche, Abruzzo e Puglia, le regioni dove il partito ha ottenuto i suoi candidati.

Sulle polemiche legate ai dissensi interni al centrodestra per la candidatura di Acquaroli, Giorgia Meloni ha chiarito che “il centrodestra è unito nei fatti, in tutte le questioni cruciali noi alla fine siamo compatti” ha detto, nonostante “siamo partiti diversi che discontono e si dividono, siamo affetti stabili”.

Insomma il centrodestra per Meloni è unito e se non ci fosse stato il lockdonw «durante il quale non abbiamo fatto alcuna trattativa sulle elezioni regionali, ma ci siamo tutti dedicati ad altro» il cerchio si sarebbe chiuso anche prima.

Non solo Meloni, ma anche Aquaroli “scantona” sulle polemiche e osserva che «nelle Marche si vince con la serietà e la credibilità» spiegando che «il progetto, le persone e gli obiettivi devono essere credibili e raggiungibili». Alle accuse rivoltegli dal centrosinistra di essere un candidato calato dall’alto ha replicato che «è un modo per svilire un percorso fatto dalla presenza e dal confronto con il territorio in maniera serrata, basti vedere il mio percorso politico in consiglio regionale, da sindaco, oggi in Parlamento. Un percorso che non è mai passato per candidature semplici, né calate dall’alto, ma è sempre stato un lavoro di squadra, un lavoro di gruppo. Ho sempre rappresentato in politica un senso profondo di appartenenza ad un territorio».

Meloni e Acquaroli

«Il centrodestra è unito – ha dichiarato Acquaroli – mentre il centrosinistra ha dimostrato che non ha un progetto: sanità, ricostruzione, infrastrutture, sostegno al lavoro, sono tutti punti sui quali il centrosinistra 5 anni fa ha avuto di nuovo la fiducia dei marchigiani, ma le risposte sono state non tangibili, non si vedono, non si colgono». Per il candidato del centrodestra «le Marche hanno bisogno di energie nuove» per scrivere insieme una «sfida passionale ed emotiva, vogliamo tornare a scrivere una grande pagina per la nostra regione».

Sanità, infrastrutture, lavoro, ricostruzione, i punti cardine del suo programma per dare un volto nuovo alle Marche. «Occorre liberare la sanità marchigiana dalla politicizzazione vissuta in questi anni – ha detto – , la sanità è un servizio da riconoscere ai cittadini. In una regione con un entroterra a rischio desertificazione e con una infrastruttura debole in tutte le valli, la medicina del territorio deve essere forte per non rischiare di incorrere nello spopolamento del territorio».

Sul fronte della ricostruzione post sisma, Acquaroli ha osservato che è necessario e prioritario farla ripartire, mentre ha sottolineato che a distanza di 4 anni dal terremoto (2016) si parla ancora di rimozione delle macerie. «La ricostruzione è in alto mare e c’è stato un errore dietro l’altro anche nel dare risposte al post sisma; il tempo è un elemento essenziale nella scelta da parte degli imprenditori e delle famiglie di abbandonare i loro territorio per ricostruirsi una vita altrove».

Altra questione saliente il lavoro: «La regione ha un grande potenziale, ci sono migliaia di piccole e medie imprese che hanno dato tanto all’economia locale e nazionale», la sfida per Acquaroli è quella i supportarle nella internazionalizzazione, così da resistere alla fase difficile che c’era già prima della pandemia e che è stata accentuata dal covid.

Ma per il candidato del centrodetra è necessario anche recuperare il valore dell’ambiente, della pesca, dell’agricoltura, elementi che erano la colonna portante della regione.

Duro l’affondo sulle infrastrutture: dall’autostrada ad una sola corsia da Porto Sant’Elpidio verso il sud, l’aeroporto, il porto, le intervallive, la Pedemontana e poi il collegamento con Roma, insomma le Marche secondo Acquaroli e Meloni vivono un isolamento infrastrutturale, economico e istituzionale ormai «inaccettabile».

Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli

«Vogliamo dare alle Marche un sonoro segnale che si possa creare una filiera di governo capace di fare azioni sensate -. ha concluso Giorgia Meloni – Abbiamo la squadra e i simboli per costruire tutto questo». Infine la stoccata verso il centrosinistra, reo a suo parere «di far finta che  Mangialardi arrivi da Marte, mentre è perfettamente inserito nel sistema. Nel suo sito non ci sono i simboli forse perché si vergognano, – ha detto la leader di Fratelli d’Italia – Sembra come il bonus facciate di Ceriscioli: svecchiano la facciata ma dentro è sempre la stessa cosa».

«C’è grande competizione, ma il cavallo favorito è quello del centrodestra – ha dichiarato il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli – , ovviamente ora il potere e i palazzi si scatenano, ma la gente è con noi».

Ciccioli ha annunciato che Giorgia Meloni si spenderà molto per le Marche e che «visiterà tutta la regione», mentre Acquaroli «già da mesi ha incontrato migliaia di persone, soprattutto le categorie economiche, perché il rilancio delle Marche parte dal benessere e quindi è ancorato alle imprese, all’economia, all’artigianato, al comemrcio, al turismo e a tutte le attività produttive che devono essere essere rimesse in gioco».

Nell’evidenziare i punti forti del candidato Acquaroli, il deus ex machina del partito regionale di Fratelli d’Italia, Ciccioli ha sottolineato che il deputato ed ex sindaco di Potenza Picena, sostenuto anche dall’Udc, «ha un curriculum di tutto rispetto nelle istituzioni e nei luoghi dove si decide». Insomma per il coordinatore «non è minimamente paragonabile all’altro candidato». Poi l’affondo a Mangialardi e al centrosinistra: «l’altro candidato viene solo da apparati di partito, mentre la sinistra aveva a disposizione un ex rettore universitario e ha scelto un operatore scolastico; aveva a disposizione il sindaco di Ancona e ha scelto il sindaco di Senigallia, indagato per l’alluvione. Sulla scelta dei candidati non c’è competizione».

Per Ciccioli il centrosinistra «ha fallito. Gli ospedali che dovevano costruire non sono stati costruiti, le macerie sono ancora da rimuovere e l’economia ha le gomme sgonfie. Sono mille le cose per cui chi ha governato ha fatto male. Noi abbiamo la classe dirigente giusta per amministrare questa regione».