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Ancona

Accesso al credito, Ciccioli: «Istituire Cassa Depositi e Prestiti Regionale»

È la proposta lanciata questa mattina ad Ancona da Fratelli d'Italia per risolvere uno dei nodi che tengono al palo le imprese marchigiane. Ad affrontare la situazione c'era anche il capogruppo dei deputati di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida

Da sinistra Stefano Benvenuti Gostoli, Francesco Lollobrigida, Carlo Ciccioli e Angelo Eliantonio

ANCONA – Istituire una finanziaria regionale partecipata  da altre banche, una sorta di Banca Depositi e Prestiti Regionale, sul modello delle banche pubbliche dei Lander tedeschi o della Bpi France. È la proposta lanciata questa mattina ad Ancona da Fratelli d’Italia per risolvere il nodo dell’accesso al credito che tiene al palo tante imprese marchigiane.

Ad affrontare la situazione del credito marchigiano è stato il candidato Carlo Ciccioli (ex coordinatore regionale del partito), spalleggiato dal capogruppo dei deputati di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida e dal coordinatore provinciale Stefano Benvenuti Gostoli. Presente anche il capogruppo consiliare del Comune di Ancona Angelo Eliantonio.

«Ci stiamo preparando a governare, sia come classe dirigente che come proposte» ha detto Ciccioli. Fratelli d’Italia, forte degli ultimi sondaggi che danno il candidato governatore di centrodestra Francesco Acquaroli in vantaggio di 15 punti percentuali sul competitor di centrosinistra Maurizio Mangialardi, ma anche del feedback «di tante persone», come rimarca Ciccioli, mette in testa fra le priorità per le Marche, oltre ai nodi infrastrutturali, anche il tema dell’accesso al credito «uno dei grandi problemi della regione».

L’ex coordinatore regionale di Fdi, oggi in lizza per le regionali, sottolinea che «nell’arco di 20 anni, 7 istituti di credito sono falliti o sono stati assorbiti», fra questi ha citato la Cassa di Risparmio di Macerata, Pesaro, Jesi e Loreto, fuse in Banca Marche che poi nel 2016 è fallita ed è stata successivamente acquisita da Ubi Banca. Ma proprio Ubi Banca, come ricorda Ciccioli, entro il 30 aprile verrà assorbita definitivamente da Banca Intesa: i 317 sportelli dovranno però essere in parte unificati per evitare sovrapposizioni, in base alle normative Antitrust, come sottolinea Ciccioli, che rimarca anche che 85 sportelli verranno ceduti ad Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) controllata da Unipol e quindi «schieratissima».

Un disegno economico che non piace al partito della Meloni, sia perché Banca Intesa vede i suoi centri direzionali troppo lontani dalle Marche, sia perché il modello marchigiano, divenuto noto, secondo Ciccioli, grazie all’economista Giorgio Fuà e ad un sistema di imprese come Merloni, Scavolini, Nero Giardini, «largamente finanziato da banche locali» che oggi non ci sono più e che «hanno portato alla perdita di 700 posti di lavoro».  Insomma una desertificazione industriale dovuta alle difficoltà di accesso al credito per le imprese. Ma Ciccioli punta il dito anche contro la scarsa competizione fra banche, che non fa altro che accentuare ulteriormente queste difficoltà.

Lollobrigida e Ciccioli

Quattro le possibilità elaborate dal partito per contrastare il quadro critico: puntare su Carifermo, l’ultima banca regionale che dovrebbe però essere potenziata nella sua consistenza «cercando di acquisire almeno una parte degli sportelli» che dovrebbero passare a Bper; altra soluzione rilanciare il credito cooperativo, investendo sull’autonomia delle casse di credito cooperativo locale, anche se si tratta di «una soluzione debole perché dipendente dalla fondazione centrale» che si trova a Roma e Trento; terza proposta, quella di «chiedere una direzione regionale di Banca Intesa nella vecchia sede di Banca Marche o di Banca Popolare di Ancona-Macerata», oggi sede di Ubi Banca, anche se come osserva Ciccioli il nodo critico è rappresentato dal fatto che essendo Banca Intesa una delle prime 4-5 banche europee «avrà poco interesse ad occuparsi del credito di una regione piccola» come le Marche.

Insomma l’unica soluzione possibile secondo Ciccioli è quella di proporre l’istituzione di una finanziaria regionale partecipata da altre banche, una sorta di Banca Depositi e Prestiti Regionale, sul modello delle banche pubbliche dei Lander tedeschi o della Bpi France «autorizzati a svolgere l’attività bancaria dalla legislazione europea e abilitata a gestire i fondi dei contributi europei». Insomma, un nuovo istituto, partecipato totalmente dalla Regione, o anche con il contributo parziale di altri enti pubblici, o banche, che andrebbe integrato nel sistema Confidi Marche, già attivo». Ciccioli pone l’accento sulla vigilanza, «per non incorrere in carrozzoni».

La proposta, precisa dovrà essere condivisa con gli alleati, ma intanto rimarca che, senza un istituto di credito di riferimento, le Marche vedono indebolito «fortemente il proprio sistema economico-imprenditoriale» basato sulla piccola e media impresa, sulle aziende agricole, sulle attività commerciali e artigianali, oltre che su servizi e manutenzioni. Un modello, nel quale sarà centrale Banca Italia, che però «ha sempre remato contro», osserva,  a cominciare «dal fallimento di Banca Marche» i cui crediti deteriorati «sono stati svenduti e hanno fatto la fortuna dell’acquirente; acquisiti al 17% del valore e rivenduti al 35-50% del valore, fino a punte del 70-80%», un «colpo speculativo sulla pelle dei marchigiani».

Il deputato Lollobrigida, ha rimarcato che il partito della Meloni reputa le Marche una regione strategica nell’ambito di un più ampio progetto sulla dorsale Adriatica che veda Marche, Abruzzo e Puglia, cooperare in sinergia, da lì la scelta di guidare le coalizione alle regionali con un candidato di Fratelli d’Italia. «Un sistema bancario virtuoso è la chiave di volta per aiutare gli imprenditori a superare la crisi» spiega Lollobrigida, che cita ad esempio le sanzioni russe che hanno infierito sul calzaturiero, e la pandemia che ha cancellato molte fiere di settore. Poi ha ricordato che le popolazioni di Marche, Abruzzo e Puglia sono state penalizzate per la mancanza di investimenti e progettualità ed ha auspicato un sistema bancario «indenne dalle interazioni con la politica». Infine la stoccata al sindaco di Pesaro Matteo Ricci che ha contestato la validità dei sondaggi: la questione non sono i sondaggi, ma il fatto che «la gente è stanca di questi partiti».

Benvenuti Gostoli, nel sottolineare la bontà della proposta di Fratelli d’Italia sul sistema creditizio, ha rimarcato che si tratta dell’«ennesima dimostrazione che Fdi non intende trascurare nessuna delle criticità delle Marche» e che l’obiettivo è quello di realizzare «un buon governo del territorio», migliore di quello «degli ultimi 40-50 anni».