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Ancona

Anci, approvato in consiglio nazionale il documento ufficiale #dignitàperisindaci

Valeria Mancinelli, coordinatrice Anci Regionali: «Misure condivise per tutelare i sindaci. Lasciateci fare il nostro lavoro»

Valeria Mancinelli al Consiglio nazionale Anci

ROMA – Il Consiglio nazionale dell’Anci ha approvato all’unanimità il documento che il presidente Antonio Decaro, sottoporrà alla presidente del Senato Casellati, della Camera Fico ed al premier Draghi, con alcune richieste per avere maggiori tutele come risultato delle richieste che i sindaci fanno al Governo e al Parlamento per richiedere maggiori tutele e rispetto per il loro lavoro.

I sindaci Mancinelli, Decaro e Gori al Consiglio nazionale Anci

«Dopo molti mesi ci siamo ritrovati in presenza e ancora una volta ci siamo scoperti più uniti che mai in una battaglia di civiltà prima ancora che di dignità che riguarda la figura del Sindaco» – ha detto Valeria Mancinelli, Presidente di Anci Marche e Coordinatrice delle Anci Regionali intervenendo al Consiglio Nazionale presieduto da Enzo Bianco.

I compiti e le responsabilità sono cresciuti in modo esponenziale mentre gli strumenti sono costantemente diminuiti. «Le risorse finanziarie sono state ridotte da anni di tagli – ricorda. Siamo nelle condizioni di non poter sostituire le risorse umane poste in quiescenza; le norme sono talora contraddittorie, eppure i sindaci, nel panorama della crisi della rappresentanza, restano il punto di riferimento dei propri concittadini anche oltre le proprie effettive competenze». Il documento presentato reca una serie di proposte che semplifichino l’attività amministrativa degli 8.100 comuni italiani. 

«Siamo abituati a metterci la faccia e ad essere in prima linea – ha concluso – ma ai casi di cronaca che riportano casi di imputazioni per responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale che si concludono nella stragrande maggioranza con archiviazioni va posto un freno». In questo contesto, emerge la debolezza o l’assenza del nesso di causalità fra la condotta censurata e l’evento, mentre i sindaci risultano sempre responsabili per l’esercizio o il mancato esercizio di un potere, molto al di là dei compiti e delle responsabilità.

«Con questa iniziativa – conclude Valeria Mancinelli – chiediamo l’affermazione di un principio di eguaglianza e di pari dignità con le altre cariche elettive e di governo che si concretizzi in un apposito decreto legge. Come sindaci ci siamo ripromessi di restare uniti e di non fermarci fino a quando non vedremo riconosciute le nostre istanze e riconosciuti i nostri diritti ed evitare che altri colleghi paghino per colpe non proprie».

Nel documento approvato all’unanimità i Sindaci chiedono:

1. Il medesimo regime sanzionatorio applicato agli altri organi elettivi e di governo in caso di procedimenti penali.

2. La possibilità per i sindaci sopra i 20 mila abitanti di candidarsi in Parlamento, così come avviene per i Presidenti di Regione, esercitando successivamente il legittimo diritto di opzione.

3. La possibilità per i sindaci sino a 5 mila abitanti di fare più mandati e sino a 15 mila abitanti di farne tre. Decideranno gli elettori/cittadini se quel sindaco ha fatto bene o male, come in ogni democrazia matura.

4. Uno status giuridico ed economico proporzionato alle responsabilità e alle funzioni.

Per questo si chiede:

5. Un intervento sui poteri di ordinanza sindacale, ai sensi degli articoli 50 e 54 del TUEL che delimiti la responsabilità, ai soli casi specificamente previsti dalla legge, di esercizio o mancato esercizio del relativo potere.

6. Una precisa definizione che qualifichi l’attività di indirizzo politico e l’attività di gestione ammnistrativa.