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Ancona

Alluvione Senigallia, slitta ancora il processo: giudice incompatibile

Il dibattimento doveva aprirsi oggi ma è cambiato il collegio penale. Prima udienza il 1 dicembre, un anno dopo il rinvio a giudizio. Canafoglia: «Scandaloso»

L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014
L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014

ANCONA – Era atteso per questa mattina (6 ottobre), al tribunale dorico, l’avvio del processo per l’alluvione di Senigallia ma bisognerà attendere altri due mesi che diventano un anno se si considera che l’11 dicembre scorso il gup Francesca De Palma aveva rinviato tutti gli otto imputati a giudizio.

Tra loro anche gli ex sindaci della città Maurizio Mangialardi (ora neo consigliere regionale) e Luana Angeloni. L’apertura del dibattimento è rinviata al 1 dicembre. Il cambio di collegio per l’incompatibilità di un giudice (è parte offesa avendo subito danni come tanti altri cittadini) emersa solo a settembre fa slittare l’avvio del dibattimento per i fatti accaduti il 3 maggio 2014.

Durante l’udienza di questa mattina, con il nuovo collegio penale,  presieduto dal giudice Edi Ragaglia, il rinvio era stato indicato addirittura per gennaio 2021 ma l’avvocato Corrado Canafoglia, parte civile per la maggior parte degli alluvionati, ha insistito per una data più vicina.

«Sono già passati nove mesi – ha osservato il legale – c’è l’esigenza di non perdere altro tempo». Dopo il rinvio fissato al 1 dicembre Canafoglia ha commentato, ad udienza tonta: «Praticamente andremo a dibattimento un’anno dopo il rinvio a giudizio degli imputati visto che era dicembre 2019. È scandaloso». L’incompatibilità del giudice è stata fatta presente all’interessato sempre dall’avvocato Canafoglia, a settembre, dopo aver appreso la composizione del collegio.

A processo, oltre i due ex sindaci, ci sono anche il comandante dei vigili urbani Flavio Brunaccioni, Gianni Roccato dell’ufficio tecnico del Comune, l’ex dirigente della Provincia Massimo Sbriscia, il presidente dell’Autorità di bacino Mario Smargiasso, l’ingegnere Alessandro Mancinelli, consulente del Comune e Libero Principi, funzionario Lavori Pubblici della Regione.

Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo, inondazione, lesioni, abuso di ufficio, omissione di atti d’ufficio e falso ideologico. Secondo i tre pm dell’inchiesta, Irene Bilotta, Ruggiero Dicuonzo e Rosario Lioniello, il Comune di Senigallia non è stato pronto a fronteggiare l’alluvione che colpì la cittadina e nemmeno i rischi. Sarebbe mancata la manutenzione del fiume e la prevenzione.