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Ancona

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Alluvione Senigallia, chiamati in causa anche la presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Interno

Svolta ad Ancona l'udienza preliminare per il processo in merito all'esondazione del fiume Misa che nel 2014 sconvolse la città di Senigallia causando 4 vittime e danni per 180 milioni di euro

L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014: Borgo Molino
L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014: Borgo Molino

ANCONA – Si è tenuta ad Ancona una nuova udienza per il processo sull’alluvione che nel 2014 sconvolse la città di Senigallia, causando quattro vittime e danni per circa 180 milioni di euro.

Il giudice per le udienze preliminari (Gup) Francesca Palma ha confermato l’ammissione tra i responsabili civili – richiesta dall’Unione Nazionale Consumatori e avanzata dal legale Corrado Canafoglia – anche della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Interni, a fianco del Comune di Senigallia, della Provincia di Ancona e della Regione Marche.

Questi gli enti che potrebbero dover rispondere alle parti civili in caso di condanna al termine di un processo sull’alluvione che è ancora fermo alla fase preliminare. Tra le parti civili sono stati ammessi oltre ai familiari dei deceduti, anche centinaia di cittadini e alcune aziende danneggiate dai milioni di litri di acqua e fango che invasero la città in quell’ormai drammaticamente famoso 3 maggio 2014.

Indagati per l’alluvione sono, oltre al sindaco Maurizio Mangialardi e all’ex sindaco Luana Angeloni, il comandante della Polizia Municipale e allora responsabile della Protezione civile Flavio Brunaccioni, il dirigente dell’area tecnica Gianni Roccato, il dirigente del settore ambiente e Protezione civile della Provincia di Ancona Massimo Sbriscia, il segretario generale dell’Autorità di Bacino della Regione Marche Mario Smargiasso, il segretario dell’Autorità di Bacino Libero Principi e l’ingegnere consulente del comune di Senigallia Alessandro Mancinelli.

I reati contestati vanno dal pluriomicidio colposo alle lesioni gravi, all’inondazione, all’omissione di atti di ufficio, all’abuso di ufficio, al falso in atto pubblico nell’inchiesta penale, condotta dalla Procura della Repubblica di Ancona tramite i sostituti procuratori Irene Bilotta, Rosario Lionello e Ruggiero Di Cuonzo.

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