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Ancona

Al via l’affido familiare dei minori stranieri, ad Ancona sono 109

L'assessora Emma Capogrossi al Soroptimist Club per lanciare il progetto. Quelli presi in carico dal capoluogo sono per la maggior parte adolescenti: ben 87 tra i 16 e i 19 anni, in prevalenza maschi

Da sin. Antonietta Daniele, presidente del Club; Alessandra Baldini, responsabile Affido Familiare del Comune; Emma Capogrossi, assessore alle Politiche Sociali

ANCONA – La città ospita 109 minori stranieri non accompagnati. Di questi, ben 51 sono arrivati nei primi quattro mesi del 2017. Per integrarli e dare una speranza a bambini e ragazzi in fuga dal loro Paese, il Comune ha avviato un progetto di affido familiare capace, al tempo stesso, di contenere i costi sociali di quella che è un’emergenza internazionale. Lo ha annunciato ieri l’assessore Emma Capogrossi durante la riunione del Soroptimist Club di Ancona.

Le famiglie disponibili all’affidamento, è stato detto durante la serata, riceveranno un rimborso mensile di circa 512 euro. Una spesa di gran lunga inferiore per il Comune rispetto agli attuali 80-100 euro giornalieri per mantenere un minore in una struttura dedicata. «In teoria l’accoglienza dovrebbe essere a carico dello Stato – ha spiegato l’assessore Emma Capogrossi – ma al momento non ci sono centri pronti e quindi è tutto sopra le spalle dei Comuni. Per lanciare l’affido familiare abbiamo in mente un ciclo di incontri con i cittadini nei vari quartieri e una campagna promozionale mirata. La serata qui al Soroptimist può essere considerata la nostra prima uscita».

Emma Capogrossi, assessora ai Servizi Sociali, Igiene e Sanità, Pari Opportunità, Casa (Foto: Comune di Ancona)

Qualche affido è stato già fatto. Famiglie, debitamente formate dagli uffici comunali dei Servizi Sociali, hanno accolto in casa un minore. Al momento della stessa nazionalità. Anche le Marche, insomma, fanno la loro parte. In Regione si contano 3784 migranti, il 3% a livello nazionale. I minori sono 203. Quelli presi in carico dal capoluogo dorico che, fa parte dello Sprar dal 2004 come ha ricordato la Capogrossi, sono per la maggior parte adolescenti: ben 87 tra i 16 e i 19 anni, in prevalenza maschi. «Di fronte a una tragedia così immane – ha concluso l’assessore – è doveroso capire cosa possiamo fare e cercare di farlo. È l’unico sistema? Al momento, sì. Noi lo riteniamo giusto e ne siamo orgogliosi». Soddisfatta la presidente del Club, Antonietta Daniele. «Con l’assessore Capogrossi abbiamo una collaborazione che va avanti da tempo – ha detto – e quella di stasera è stata una relazione molto interessante. Accogliere richiede un cambio di mentalità per interfacciarsi con altre persone, altre culturale e un grosso coinvolgimento di tutti i soggetti, pubblici e privati».