L’agroalimentare traina l’economia delle Marche

Il settore continua a crescere nel secondo trimestre 2019. Gli scambi con i Paesi esteri hanno superato quota 189 milioni di euro. Ancona la provincia più in salute

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ANCONA – Numeri positivi per l’agroalimentare marchigiano, che continua a crescere anche nel secondo trimestre 2019: il valore degli scambi con i Paesi esteri ha superato i 189 milioni di euro. Un aumento di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat.

In particolare aumentano gli scambi con l’estero dei prodotti agricoli, della pesca e della manifattura alimentare in tutte le province, con Ancona che guida la classifica per valore (oltre 60 milioni), seguita da Pesaro (50 milioni), Ascoli (38 milioni), Macerata (36 milioni) e Fermo (4 milioni).

Tra i settori più in forma ci sono quello della pasta di grano duro prodotta nelle Marche, che aumenta il valore delle esportazioni del 5,5%, e l’ortofrutta conservato che aumenta del 24%.

L’agroalimentare è un settore che fa da traino alla regione e che non sembra risentire nemmeno delle incertezze dei principali mercati: +3,5% nella Germania a rischio recessione, +53% nel Regno Unito della Brexit, +26% negli Stati Uniti nonostante i dubbi legati ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei.

«L’agroalimentare italiano ha sempre dimostrato di resistere e crescere anche nei periodi di criticità economica e politica del nostro Paese», dice Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche. «Questo grazie alla professionalità delle aziende e alle opportunità di filiera che Coldiretti sta costruendo con le principali industrie di trasformazione e distribuzione del territorio nazionale. Tuttavia, la regolamentazione dei mercati, il controllo delle importazioni e la legislazione europea sull’etichettatura di provenienza, rappresentano ancora le chiavi di volta su cui il nuovo governo italiano ed europeo devono continuare ad insistere».