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Ancona

Aggressione omofoba ad Ancona, l’Arcigay: «Lo Stato approvi il ddl Zan. Comune e scuole ci coinvolgano»

L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi in corso Garibaldi. Un gruppo di amici avrebbe insultato una coppia di ragazze che si tenevano la mano. Il segretario Marchegiani: «Mai più episodi simili»

Manifestazione ad Ancona per il Ddl Zan (Immagine di repertorio)

ANCONA – «Accogliamo con piacere la notizia della querela, atti come questo non possono restare impuniti». A ribadirlo, è Matteo Marchegiani, segretario di Arcigay Comunitas Ancona, intervenuto in merito all’aggressione a presunto sfondo omofobo del 28 agosto. «Siamo stati contattati dalla mamma della ragazza, con cui abbiamo parlato – spiegano da Arcigay. Le abbiamo fornito il supporto necessario per fronteggiare questa drammatica situazione».

Un episodio che Arcigay definisce «increscioso e gravissimo, un’aggressione a sfondo omofobo per cui speriamo che la giustizia faccia il suo corso». Episodi di violenza diffusa, quelli con cui deve fare i conti la città di Ancona. Come quando, la sera del 27 agosto, un gruppo di ragazzini ha lanciato una grossa bottiglia di vetro contro i membri di Arcigay di Ancona. I vetri hanno sfiorato le persone e la bottiglia è andata in frantumi a 1 metro da loro, intenti a chiacchierare fuori dalla sede. Episodi quasi sicuramente non connessi, ma che preoccupano la comunità cittadina.

L’aggressione

Tornando all’aggressione del 28 agosto, stando a quanto trapela dalle indagini, sembra che il 14enne anconetano e la studentessa avessero avuto già avuto qualche diverbio sul bus, tempo addietro. E il pomeriggio del 28, i due si sarebbero nuovamente incrociati in corso Garibaldi, all’altezza del civico 150. Qui, l’aggressore, in compagnia di una decina di amici, avrebbe cominciato ad insultare la coppia di ragazze che si tenevano la mano. La 16enne gli avrebbe risposto, forse per difendere anche chi era con lei, e così – purtroppo – ha avuto la peggio, con un pugno al volto.

I controlli dei Carabinieri di Ancona (foto di repertorio)

Finita a terra, la vittima è stata soccorsa dai Carabinieri, dalla Polizia e dalla Croce rossa, per poi essere trasportata al Pronto Soccorso di Torrette. Il baby bullo è stato identificato e ora, per lui, con una querela pendente, le cose potrebbero complicarsi.

Prosegue Arcigay: «Dai racconti emerge che durante l’identificazione, il ragazzo si mostrasse fiero nei confronti del suo gruppo per quanto fatto. Ecco, vorrei fargli sapere – riferisce Marchegiani – che di fronte alla legge si risponde personalmente. E che non ci sarà il suo gruppo a fare il tifo per lui».

«La cosa che più ci rammarica, di fronte a un lento miglioramento culturale del Paese, è che simili episodi accadano per mano di ragazzi e ragazze giovani. Coloro che, cioè – secondo l’associazione – dovrebbero rappresentare non solo il nostro presente, ma anche (e soprattutto) il nostro futuro».

Inevitabile il riferimento – da parte di Arcigay – al ddl Zan, il discusso disegno di legge in stallo al Senato, che prevede un’aggravante per aggressioni a sfondo omobilesbotransfobico. Una semplice aggravante, come accade – per intenderci – per quella razziale: «Ora più che mai preme chiedere alle istituzioni di agire per prevenire: chiediamo allo Stato di approvare quanto prima il ddl Zan. Mentre al Comune e alle scuole chiediamo di ragionare insieme a noi su dei progetti rivolti ai giovani, per sensibilizzarli sui temi delle discriminazioni e della violenza. Non possiamo più permetterci episodi simili».