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Ancona

Aeroporto di Falconara, confermato lo sciopero del 26 novembre. Ci sarà anche un sit-in sotto la Regione

Lo rendono noto le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. «Serve uno scatto d'orgoglio della Regione Marche»

ANCONA – Le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti confermano lo sciopero di venerdì 26 novembre dei dipendenti dell’aeroporto e promuovono anche un sit-in sotto la sede della Regione dalle 11,30 alle 13. Sono le ultime novità che riguardano l’Ancona International Airport. «Serve uno scatto d’orgoglio della Regione Marche ed un intervento politico forte sul socio di maggioranza». Questo il commento dei sindacati, i quali sono intervenuti di nuovo sulla vicenda, a due giorni dalla giornata di mobilitazione.

«Sono state notificate ai lavoratori dell’Ancona International Airport le lettere di licenziamento – hanno scritto nella nota -, dopo che il sindacato aveva chiesto di proseguire con le sospensioni dal lavoro utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione secondo le dotazioni attuali e vista la politica di sostegno governativa per un settore, quello passeggeri in forte crisi, per la pandemia che per gli osservatori internazionali si riprenderà entro il 2025».

«Nel 2020 – hanno continuato -, i sindacati avevano condiviso, presso la Regione, la conclusione della procedura di mobilità per il personale in eccedenza che, attraverso l’accordo, era stato numericamente circoscritto prevedendo misure diversificate come incentivazione all’esodo, ricollocazioni e via dicendo. Purtroppo, nei giorni scorsi, Aia ha iniziato a notificare altre lettere di licenziamento, oltrepassando i limiti stabiliti dagli accordi sindacali esistenti. Dunque, l’appello del sindacato è caduto nel vuoto».

Per questo le quattro ore di sciopero proclamate per venerdì, assieme al sit-in dalle 11,30 alle 13 sotto la sede della Regione, «devono servire a scuotere la politica regionale, troppo debole e ancora troppo avvolta nel torpore di un lungo ed inspiegabile sonno. La Regione Marche è sì il socio di minoranza ma anche la proprietaria dell’infrastruttura, è l’istituzione che rappresenta il Governo del territorio regionale: un interlocutore che non può essere snobbato». I sindacati hanno anche chiesto un incontro al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.