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Ancona

Aerdorica, l’ad Bassetti: «Le decisioni del Governo penalizzano il nostro scalo»

La Conferenza delle Regioni vuole cancellare la norma che vieta il rimborso dello Stato. Il manager: «Se andiamo avanti così non escludo seri problemi già dopo l’estate». Ecco la situazione e i numeri nazionali di Assaeroporti

L'aeroporto di Falconara

ANCONA – Rischiano di avere seri problemi gli aeroporti che hanno garantito, durante il periodo Covid-19, il servizio dei trasferimenti anche di carattere sanitario e che ora si vedono negare un rimborso da parte dello Stato. In tre mesi persi a livello nazionale 45 milioni di passeggeri. L’allarme per Aerdorica e la richiesta di Assaeroporti per un fondo dedicato.

Se ne è parlato alla Conferenza delle Regioni, dove si è registrato un clima di preoccupazione sia per il mancato rimborso sia per quanto previsto dall’articolo 203 del Decreto Legislativo di rilancio, che impone minimi contrattuali insostenibili per le compagnie aeree low – cost, rischiando di desertificare così tutti gli Aeroporti italiani minori: Trieste, Bologna, Rimini, Ancona, Perugia, Pescara, Pisa, Brindisi, Catania, Alghero, Bergamo Orio al Serio e Ciampino.

«Abbiamo garantito l’apertura in questo tempo difficile – dice Carmine Bassetti amministratore delegato di Aerdorica – e questo significa avere dei costi e non avere delle entrare. É per questo che le decisioni del Governo penalizzano gli aeroporti come il nostro. Se andiamo avanti così non escludo che il nostro scalo potrebbe avere dei seri problemi già dopo l’estate. Confido in un’azione di rilancio dei flussi e delle rotte da parte della Regione. In un momento come questo tutti gli aeroporti sono aiutati perché questo significa sostenere il turismo e l’economia della nostra regione».

Al termine della Conferenza delle Regioni consenso unanime sulle richieste da avanzare al Governo e sul punto l’impegno del presidente della Conferenza Bonaccini a rappresentare i problemi degli aeroporti in un incontro al Governo.

Secondo i dati raccolti da Assaeroporti, nel mese di marzo 2020 gli scali italiani hanno perso 12 milioni di passeggeri, ad aprile 16 milioni e a maggio, stando alle prime proiezioni, 17 milioni. In tre mesi il sistema aeroportuale nazionale registra quindi una contrazione di 45 milioni di passeggeri, rispetto a un anno fa. «I provvedimenti finora adottati dal Governo per far fronte alla situazione di profonda crisi derivata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 hanno completamente trascurato i gestori aeroportuali, costretti a chiedere la cassa integrazione per oltre 10.000 dipendenti delle società di gestione», spiega in una nota l’ente.

«È il peggior calo di sempre, siamo in presenza di tre mesi di blocco totale del trasporto aereo”, dichiara il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona – Le prossime settimane saranno decisive per porre le basi della ripartenza di un settore strategico per il nostro Paese. I correttivi al DL Rilancio, le misure che saranno inserite nel DL Semplificazioni e i prossimi DPCM sono le ultime occasioni per garantire la mobilità del Paese, ripristinare i collegamenti con l’Europa e il mondo e conservare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il danno sarebbe irrecuperabile».

Per questo l’Associazione degli aeroporti italiani chiede al Governo di mettere a disposizione delle imprese aeroportuali risorse accessibili, attraverso la creazione di un fondo dedicato che compensi i gestori e gli altri operatori del settore per i danni subiti e consenta di ripartire guardando al futuro, preservando i livelli occupazionali e garantendo la realizzazione degli investimenti.