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Ancona

Adozioni, richieste in calo anche nelle Marche. Il Tribunale per i minori: «Influiscono pandemia, inflazione e guerra»

Adozioni: ecco come si presenta la richiesta. Il matrimonio tra i requisiti formali fondamentali. Fuori i single e le coppie omosessuali

Bambini che colorano (Foto di Paolo Ghedini da Pixabay)

ANCONA – Adozioni, trend in calo a livello nazionale. Le Marche confermano i dati sulla decrescita del numero di adozioni. A parlarne, è Cristina Giorgini, giudice onorario del Tribunale per i minorenni delle Marche, che però non si sbilancia né sui costi né sulle tempistiche per ultimare un simile percorso, poiché «tutta la parte dell’abbinamento tra la famiglia che ha ricevuto l’idoneità all’adozione internazionale e il bambino nel paese straniero viene seguita dagli enti incaricati dalla famiglia, che sono enti specifici» – precisa.

Chiaramente, va tenuto a mente che al momento l’adozione è possibile solo per le coppie unite in matrimonio. Ed è quindi preclusa tale possibilità sia alle coppie unite civilmente, sia ai single. Altro discorso, invece, per l’affido. Questo accade perché, per l’adozione, «la legge ritiene necessario fornire al bambino una situazione familiare il più possibile stabile e continuativa nel tempo». Che le coppie dello stesso sesso (unite civilmente) non siano altrettanto stabili? «Io riferisco quanto stabilisce la norma, che prevede il matrimonio come requisito formale fondamentale. Poi – riflette Giorgini – in merito alle coppie omosessuali c’è tutto un dibattito tra gli esperti, psicologi, psichiatri e via dicendo».   

Ma torniamo sulle adozioni: «Possiamo fare una comparazione tra il primo semestre del 2021 e il secondo semestre del 2022 – illustra Giorgini –. C’è un lievissimo decremento: nell’adozione nazionale, i nuovi fascicoli aperti, quindi le disponibilità per l’adozione nazionale, erano 137 alla fine di marzo 2021. Mentre, alla fine di giugno 2022 sono 123. Questi dati si riferiscono alle Marche, ma non possiamo fare una fotografia per provincia, perché quel dato non è nella nostra disponibilità».

Insomma, sono 123 le famiglie che hanno dato la disponibilità all’adozione nazionale nella seconda parte del 2022. Anche gli altri tipi di adozione segnano un ribasso: «Per l’adozione internazionale e le adozioni in casi particolari (quando magari c’è una coppia in cui uno dei due ha dei figli che il nuovo partner vuole adottare a seguito della morte, per esempio, di un genitore biologico) alla fine del primo semestre 2021 erano 52. Sono 43 nel secondo semestre 2022 sono 43. Dunque, rileviamo un decremento di 9 fascicoli».

A livello nazionale, lo dicevamo, i dati sono comunque in calo: «Influiscono diversi fattori: dalla pandemia, all’inflazione, ma anche la guerra. Bisogna infatti considerare che l’Ucraina era uno dei paesi più scelti dalle coppie italiane. C’è effettivamente un decremento nel corso degli anni – osserva la giudice – legato sia alle situazioni di crisi sociale e culturale, ma anche economica».

Un’adozione il cui percorso, tra l’altro, «nel corso del tempo è cambiato assai: le coppie di oggi quando arrivano a depositare la domanda o la richiesta di adozione internazionale (o nazionale) sono coppie più consapevoli, perché facciamo più formazione, sia come Tribunale sia come servizi collegati».

Nelle Marche, ad esempio, abbiamo introdotto una modalità nuova, in cui le coppie presentano una pre-domanda: viene quindi attivato il percorso psicologico, di valutazione dell’idoneità fisica e della condotta dei richiedenti. E quando i percorsi sono conclusi la coppia presenta la disponibilità per l’adozione nazionale o la richiesta per l’internazionale. Quindi – prosegue Giorgini – forse prima i fascicoli è vero che erano di più, ma alcuni si perdevano per strada più facilmente».

La disponibilità della coppia – che, a norma di legge, deve essere unita in matrimonio – dura «per 3 anni dalla presentazione formale della disponibilità. Quindi, la coppia per 3 anni, rimane in questo bacino a cui possiamo attingere quando cerchiamo una coppia per un bambino».