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Ancona

Accoglienza migranti, ancora resistenze da parte dei comuni

Il Prefetto di Ancona Antonio D’Acunto ha presieduto oggi, giovedì 27 luglio, la riunione dei Prefetti della Regione Marche, alla presenza del presidente regionale Anci, Maurizio Mangialardi e della Responsabile per l'immigrazione dell'ente Emma Capogrossi

Il Prefetto di Ancona, Antonio D'Acunto

ANCONA – Il Prefetto di Ancona Antonio D’Acunto ha oggi, giovedì 27 luglio, presieduto la riunione dei Prefetti della Regione Marche, alla presenza del Presidente regionale Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Maurizio Mangialardi e della Responsabile dell’ente per l’immigrazione Emma Capogrossi. Presenti anche i Vertici provinciali delle Forze di polizia. Oggetto dell’incontro, le problematiche di gestione dell’accoglienza dei migranti.

Il Prefetto D’Acunto ha sottolineato l’importanza del lavoro finora svolto d’intesa con Anci-Marche nell’obiettivo di una ripartizione equilibrata e diffusa del numero dei migranti sul territorio, che ha evitato il ricorso a soluzioni emergenziali, quali tendopoli.

«Benché sia cresciuto il numero di Comuni dediti all’accoglienza, nella sola provincia di Ancona, dall’inizio del 2016 ad oggi si è passati da 14 a 28 Comuni su 47, si registrano ancora resistenze da parte di alcuni enti locali, che l’azione sinergica Anci-Prefetture intende superare. A tal riguardo, si è verificata un’ampia convergenza su ulteriori iniziative rivolte più specificamente ai Comuni totalmente o parzialmente inadempienti rispetto alle quote spettanti in base al piano di riparto concordato tra Ministero dell’Interno e Anci», spiega in una nota dalla prefettura.

Al contempo, continuerà l’azione di sensibilizzazione ed assistenza ai Comuni, anche in forma associata, per favorire la predisposizione di progetti SPRAR, che consentirà agli stessi Enti di gestire direttamente l’accoglienza.

Si è inoltre convenuto sull’esigenza di riconoscimento della specificità della Regione Marche, a seguito dei noti eventi sismici che vedono coinvolti molti Comuni del cratere.

Si è infine riscontrata l’opportunità di sviluppare i protocolli d’intesa per i lavori socialmente utili, su base volontaria e senza corrispettivo, che consentano un impiego dei richiedenti asilo proficuo per la collettività.

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