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Ancona

Ancona, accesso vietato alle spiagge libere dalle 21 alle 6: diffida legale al Comune da parte delle associazioni

APS Portonovo per Tutti, Circolo “Il Pungitopo” di Ancona, Comitato Mare Libero, Comitato Mezzavalle Libera, Forum Salviamo il Paesaggio Marche, Italia Nostra Ancona e Altra Idea di Città contestano alcuni punti dell'ordinanza comunale

Acqua torbida a Portonovo dopo il ripascimento (Foto: Daniele Berardinelli)
Portonovo

ANCONA – Accesso vietato alle spiagge libere dalle 21 alle 6, arriva la diffida per l’ordinanza comunale n.2 del 5 giugno 2020. A firmarla le associazioni APS Portonovo per Tutti, Circolo “Il Pungitopo” di Ancona, Comitato Mare Libero, Comitato Mezzavalle Libera, Forum Salviamo il Paesaggio Marche, Italia Nostra Ancona e Altra Idea di Città.

«Di fronte alle mancate risposte dell’amministrazione si è deciso di rafforzare l’azione con la presentazione di una diffida legale, la cui preparazione è stata affidata all’avv. Stefano Crispiani, che sarà consegnata al Comune al più presto – spiegano le associazioni -. Le critiche si concentrano su diversi punti dell’ordinanza firmata dal dirigente dell’Urbanistica che rende esecutive le scelte assunte dal sindaco. Tra queste, il divieto di accesso alle spiagge libere tra il Guasco e lo scoglio della Vela durante le ore notturne tra le 21 e le 6, come se il Covid-19 colpisse solo di notte, solo le spiagge libere e solo al Passetto, Mezzavalle, Portonovo. La stessa misura infatti non riguarda le spiagge a nord di Ancona (Torrette, Palombina) e non riguarda quelle date in concessione, con illogicità e discriminazione anche economica. Inoltre, la previsione che 40 posti persone nelle spiagge libere di Portonovo e Mezzavalle possano essere riservati ai “clienti degli operatori delle attività ricettive insediate nella baia di Portonovo che non siano titolari di concessioni ad uso stabilimento balneare” è una cessione che va contro l’interesse pubblico e non accettabile anche in questo periodo di Covid-19».

Le associazioni annunciano altre azioni pubbliche «che potranno aumentare la pressione sull’amministrazione comunale, fino ad oggi sorda alle critiche ma anche ai suggerimenti provenienti dalle associazioni firmatarie».