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Ancona

Abbattere i lupi? Baldini della Lac: «È una proposta inutile, serve prevenzione»

La proposta di legge del consigliere regionale Federico Talè per arginare gli attacchi al bestiame non piace alle associazioni animaliste e ambientaliste. Contrario anche Sandro Bisonni che annuncia battaglia in aula

ANCONA – È bagarre sulla proposta di legge annunciata dal consigliere regionale Federico Talè per l’abbattimento dei lupi dopo i recenti attacchi al bestiame avvenuti nel pesarese. Una Pdl che Talè ha motivato con la volontà di tutelare gli allevatori e i loro animali, evidenziando che nel 2018 sono giunte in Regione 110 domande di risarcimento danni per predazioni da lupi dopo l’uccisione di 536 animali. Secondo il consigliere regionale, infatti, la popolazione dei lupi sarebbe cresciuta nelle Marche, arrivando a 500 unità, numeri che per Talè richiedono interventi di cattura o abbattimento previo parere dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Un’ipotesi che però non piace affatto alle associazioni animaliste e ambientaliste e tanto meno al consigliere regionale Sandro Bisonni che ha recentemente aderito alla federazione dei Verdi. Wwf, Lac, Lav, Lipu, Italia Nostra, Lupus in Fabula, Amici Animali Osimo, Gruppo d’Intervento Giuridico e Pro Natura insorgono: «Come fa Talè a dimostrare che per tutti gli animali di allevamento predati siano responsabili i lupi e non invece i cani inselvatichiti». Secondo le associazioni, nella maggior parte dei casi i responsabili delle predazioni sarebbero «cani di allevatori e cacciatori picchiati, maltrattati e abbandonati da essi perché non adatti alla caccia o alla guardia delle greggi».

Insomma un’eventualità, quella dell’abbattimento, respinta con forza e considerata inutile dalle associazioni che invocano piuttosto misure di «prevenzione, come cani da guardiania e recinzioni elettrificate» per limitare e «azzerare i casi di predazione da parte dei lupi». A sostegno della loro tesi citano il progetto Life WolfAlps, sperimentato con successo su tutto l’arco alpino, dal Piemonte al Veneto, il cui obiettivo, tra gli altri, era proprio quello di prevenire gli attacchi dei lupi nei confronti degli animali domestici.

La proposta di legge di Talè viene giudicata dalle associazioni «a beneficio dei cacciatori, perché il lupo rappresenta ormai il loro maggior competitore, in quanto le analisi delle sue feci dimostrano che le sue prede preferite sono in realtà i cinghiali e i caprioli». «Chiediamo al presidente Ceriscioli, al cui gruppo politico appartiene il consigliere Talè, di chiarire se questa proposta di legge sarà sostenuta ufficialmente anche dal Partito Democratico – scrivono in una nota le associazioni animaliste e ambientaliste -, fatto questo che politicamente avvicinerebbe senza dubbio il Pd alle analoghe prese di posizione sul lupo avanzate dalla Lega nelle Regioni del Nord da essa amministrate».

«Ora che si è insediato il nuovo governo M5s-Pd, alleanza che verrà replicata anche nella vicina Umbria per le elezioni regionali del prossimo ottobre, questa proposta di Talè potrebbe creare non pochi problemi al Partito Democratico – commenta il delegato regionale della Lac (Lega Abolizione Caccia), Danilo Baldini – , in previsione di una analoga possibile alleanza elettorale anche qui nelle Marche alle elezioni regionali del 2020. Questo perché il M5s delle Marche ha avuto sempre una posizione fortemente contraria agli abbattimenti nei confronti del lupo, come dimostrato dalla mozione 215 sulla tutela del lupo presentata dal consigliere Fabbri (M5s) nel 2017. Inoltre, anche i Verdi, solitamente alleati del Pd, hanno proprio in questi giorni con il consigliere regionale Bisonni condannato fortemente la proposta Talè, annunciando un forte ostruzionismo in consiglio regionale».

Parla di «proposta anacronistica e fuori dal mondo» Sandro Bisonni che riporta i dati del censimento più recente realizzato dall’Ispra dal quale emergerebbe una popolazione di circa 1.500  lupi in tutta Italia. Secondo il consigliere regionale del Gruppo Misto, stando all’ultimo censimento della Regione Marche i lupi ammonterebbero a circa 150 unità, divisi in 28 gruppi familiari, una sessantina in tutto nella parte nord della regione, numeri che «non giustificano in alcun modo l’ipotesi di aprire la caccia al lupo. Se si considera poi che il lupo è il primo predatore naturale del cinghiale, chiunque capisce senza tanto sforzo che il lupo è un alleato importante degli agricoltori nonché un elemento indispensabile per l’equilibrio biologico necessario in natura».

Bisonni non si ferma ai dati e annuncia che i Verdi in consiglio regionale daranno battaglia su questo tema. «Mi auguro – conclude il consigliere regionale – che all’interno del Pd prevalga il buon senso, proposte del genere non sono degne nemmeno di essere prese in considerazione. I Verdi su questo tema sono pronti a fare battaglia fuori e dentro l’aula. Ci opporremmo con la massima determinazione e con tutte le nostre forze affinché questa sciocchezza non sia mai approvata dal nostro consiglio regionale».