Pesaro

Ematologia Pesaro: trapianti anche durante il covid. E una rivista scientifica ne pubblica i successi

Durante l’emergenza, grazie alle misure di sicurezza adottate, l’unità operativa ha continuato l’attività senza rischi per i pazienti e gli operatori. Il punto con il direttore Giuseppe Visani

PESARO – Il reparto di Ematologia di Marche Nord oltre la paura del contagio. Durante l’emergenza covid infatti, grazie alle misure di sicurezza adottate, l’unità operativa ha continuato l’attività senza rischi per i pazienti e gli operatori.

«Durante le settimane dell’emergenza corona virus – spiega il direttore dell’Unità Operativa Complessa Ematologia e Centro Trapianti, Giuseppe Visani abbiamo eseguito otto trapianti di midollo osseo autologo e cinque trapianti da donatore, di cui due da donatori da banca. Un dettaglio non da poco considerando che gli scali aerei erano sospesi. Siamo riusciti, grazie ad un grande sforzo organizzativo anche a far donare il midollo osseo, in un momento di pandemia mondiale, a due donatori residenti in altre parti d’Italia ed a farlo arrivare con corrieri dedicati per essere poi trapiantato ai pazienti nei modi e nei tempi adeguati. Grazie a questo lavoro inoltre, non abbiamo posticipato nessuna chemioterapia salvavita, continuando a fare chemioterapie intensive e trapianti di midollo osseo».

Nessun paziente ematologico infettato in reparto, nessuno del Personale di Ematologia infettato. Un’esperienza riconosciuta da una prestigiosa rivista scientifica internazionale “Annals of Hematology”.

«La nostra Area – continua Visani – ha pagato un grande pegno durante l’epidemia. È stata investita da uno ”tsunami–sanitario” e Marche Nord si è trovata a dover fronteggiare un’emergenza di dimensioni inimmaginabili. Grazie alla prontezza ed efficienza della Direzione di Marche Nord e del Personale Sanitario, è stato messa in piedi, in tempi record, una nuova organizzazione. In questa urgenza c’erano persone che, più di ogni altre, temevano il contagio: i pazienti ematologici in chemioterapia intensiva e/o trapianto, già immunodepressi per la loro patologia, e ad altissimo rischio di morte in questa pandemia. Per questo, fin dai primissimi momenti, abbiamo creato, con grande impegno di tutti, e in particolare del personale di Ematologia, un cordone sanitario attorno ad Ematologia e al Centro Trapianti di Pesaro. La tempestività, come si è visto, è stata fondamentale».

Il ricovero del paziente avveniva solo dopo esecuzione di tampone e negatività dello stesso; bloccate anche le visite dei familiari dei degenti. Il paziente “ematologico”, inoltre, è da sempre abituato all’uso della mascherina, a lavarsi e disinfettarsi le mani, e questo ha giocato nettamente a favore.

«Un lavoro straordinario – conclude Visani – realizzato con procedure specifiche, riconosciuto da una prestigiosa rivista scientifica internazionale “Annals of Hematology”, che ha appena pubblicato la nostra esperienza. Un’esperienza che dimostra che lavorare in sicurezza si può, per il bene dei pazienti e degli operatori sanitari».

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